La promozione di Sassarini nel ricordo di Rosati

Venticinque anni e mezzo, tanto è passato dall’ultimo successo in campionato del Taranto allo “Zaccheria” di Foggia. Gli ultimi sei derby giocati tra le due squadre in terra dauna, infatti, hanno visto i rossoblù raccogliere solo 2 pareggi a fronte di ben 4 sconfitte. Gli ionici tornarono a casa per l’ultima volta con la “pancia piena” il 27 ottobre del 1985: quel giorno una partita entusiasmante vide il Taranto guidato in panchina da Antonio Renna (che sostituì lo sfortunato Tom Rosati, deceduto per un brutto male alla vigilia del campionato) espugnare la terra di Capitanata per 4-2. Subito in vantaggio con Paolucci, i delfini vennero raggiunti da Messina, prima di dilagare nella ripresa grazie alla doppietta di Pesce e al gol di D’Ottavio, con i satanelli che accorciarono ancora con Messina su calcio di rigore nel finale. Era appena la sesta giornata del girone di andata e il Taranto iniziava a costruire il proprio cammino, un cammino che a fine stagione avrebbe riportato la squadra del presidente Fasano dritta in Serie B, con i rossoblù che chiusero il torneo di C1 al secondo posto, un solo punto in meno della capolista Messina, prima con 45 punti. Una partita sicuramente diversa da quella che un Taranto già certo dei play-off affronterà domenica, anche se c’è da giurare che il Foggia venderà cara la pelle nonostante sia ormai tagliato fuori dai giochi promozione.

DERBY SPARTIACQUE Uno dei protagonisti di quel Foggia-Taranto fu Antonio Sassarini, difensore cui l’unica stagione trascorsa tra i due mari è rimasta nel cuore. Così l’attuale allenatore degli esordienti dello Spezia, nonché collaboratore tecnico di Fulvio D’Adderio sulla panchina della Prima Squadra del club ligure ricorda quel derby: “"Sono passati tanti anni, ma ho un ricordo abbastanza vivido di quella partita, perché era un derby ed era una gara particolare per me: ero un ex ed ero appena arrivato a Taranto, dopo la stagione a Catanzaro con Giambattista Fabbri in panchina. Proprio Fabbri, allenatore con cui c’era un’immensa e reciproca fiducia, quel giorno me lo ritrovai contro alla guida del Foggia, dove c’erano diverse persone che conoscevo. Per cui fu una gara dalle mille sensazioni. E ricordo che feci un paio di assist decisivi, come in occasione del gol del vantaggio: su un’azione di rimessa mi sganciai, scesi sulla fascia e misi la palla in mezzo consentendo a Paolucci di segnare. Poi ci fu il loro pareggio con un colpo di testa all’indietro di Messina. Ma nel secondo tempo scendemmo in campo con grande determinazione e arrivarono la doppietta di Pesce e il gol di D’Ottavio, prima della seconda rete del Foggia di nuovo con Messina. Fu la gara della svolta, perché dimostrammo di essere un gruppo nonostante fosse una delle prime partite del campionato. Vincemmo contro una diretta concorrente, che aveva una grande squadra con un gran tecnico".

VIA DA TARANTO DA VINCENTE Le qualità di quel gruppo portarono il Taranto al salto di categoria. Un secondo posto grazie al quale i rossoblù risultarono la squadra meno battuta del torneo, meno anche della capolista Messina. Merito anche di un ruolino di marcia che vide la squadra di Renna imbattuta allo “Iacovone”: “"E´’vero" - ricorda Sassarini - ", e quella partita fu la molla, perché prendemmo un buon vantaggio sul Foggia e il nostro morale andò alle stelle. Perdemmo solo cinque partite, tutte fuori casa, e l’ultima sconfitta fu nelle ultime giornate a Licata, con la squadra di Zeman che vinse solo grazie ad una situazione ambientale molto calda. Poi ebbi un brutto infortunio che condizionò la mia permanenza a Taranto, dove avevo un biennale. Quella fu l’unica stagione in riva allo Ionio, perché Renna poi decise di cedermi al Cosenza in uno scambio con Paolinelli. Ricordo il dispiacere del presidente Fasano quando gli fu comunicato della mia cessione. Di Taranto, comunque, conservo un ricordo stupendo. Sono stato benissimo in quei mesi, vivendo un’esperienza meravigliosa".

IL RICORDO DI TOM ROSATICome detto, il Taranto al termine di quella stagione fu promosso in Serie B. Ma è doveroso ricordare come alla vigilia del campionato il tecnico Tom Rosati, deceduto per un male incurabile, fu sostituito da Renna. Sassarini ricorda con grande affetto Rosati, svelando anche qualche aneddoto particolare: "Io e Pesce arrivammo in estate a Taranto, proprio perché voluti da Rosati. Lui l’anno prima era a Palermo, io a Catanzaro e ci chiamò per il Taranto della rifondazione. Ricordo che eravamo in ritiro a Torgiano e lui non c’era perché non stava bene. C’era l’allenatore in seconda Biondi. Ogni tanto ci arrivavano i suoi saluti e ci veniva detto che sarebbe arrivato in ritiro, ma i giorni passavano. Poi venne un giorno a Gubbio, mentre eravamo impegnati in amichevole e ci dette dei consigli. Ricordo come fosse ieri"(sorride, n.d.r.) "che a me disse: »Sassarini, tu sganciati un po’ meno. Lo so che c’eri abituato, ma devi stare un po’ più indietro«. Dopo dieci giorni le sue condizioni peggiorarono e ci lasciò. Per sempre. La società decise di affidarsi a Renna, allenatore preparato che aveva il vantaggio di conoscere l’ambiente, le esigenze della piazza in quanto pugliese. E infatti a fine campionato conquistammo la promozione in B. Ma il mio pensiero va a Rosati cui, tra l’altro, ripensavo proprio qualche tempo fa tornando con la mente a quell’annata: è stata una grandissima persona di cui non posso che avere un ottimo ricordo. Allenatore con grande temperamento, di cui tutti parlavano benissimo anche a Palermo. Ecco, il pensiero quando ripenso a quella promozione va soprattutto a Rosati e al presidente Fasano, che ricostruì la squadra dal niente".

FOGGIA E TARANTO, TUTTO IL CALORE DEL SUDLa chiosa finale di Sassarini è riservata al derby che andrà in scena domenica. Lui, da buon doppio ex, non può che rivolgere un in bocca a due squadre che sono state importanti nella sua carriera da calciatore: "Il Foggia è una squadra che quest’anno ha puntato sui giovani affidandosi ad un allenatore esperto come Zeman, che ha comunque fatto un ottimo lavoro valorizzando ragazzi quasi sconosciuti. Dal canto suo il Taranto ha risollevato le sorti del campionato con l’arrivo di Dionigi, migliorando la posizione in classifica e arrivando a conquistare i play-off con tante concorrenti agguerrite. Sarà una bella partita, in cui il Foggia se la giocherà a viso aperto come sempre, mentre il Taranto non avrà problemi a tenere testa ai rossoneri. Quindi faccio un grosso in bocca al lupo ad entrambe, per me è difficile “tifare”: Foggia è stata importante perché lì ho vissuto il mio primo anno di Serbe B; Taranto mi è rimasta nel cuore perché anche lì ho ottimi ricordi. Al di là di tutto la Puglia, non lo dico per fare carinerie, è una regione che mi ha accolto benissimo e in cui sono stato davvero bene. Mi reputo fortunato ad aver giocato tanti anni al Sud, in piazze calde come Taranto e Foggia".

Fonte: blunote


La Redazione