Il personaggio: Guillaume Gigliotti, il sergente di ferro

Dal sud della Francia al sud Italia, dalla Provenza alla Capitanata, da Istres (una cittadina a poco meno di 60 km da Marsiglia) a Foggia, passando dal Principato di Monaco e da Novara.
E’ lo strano percorso di Guillaume Gigliotti, ventidue anni, professione calciatore: il nuovo centrale transalpino del Foggia che sta conquistando, a suon di prestazioni convincenti, il popolo rossonero.
Sguardo di ghiaccio, postura rigida, quasi a donargli sempre un tono vigile e sull’allerta, struttura fisica possente: queste tre doti fanno di Gigliotti un marcatore implacabile, temibile per qualsiasi attaccante avversario. Potenza, prestanza fisica e buona tecnica caratterizzano il nuovo “Sergente di ferro” della retroguardia rossonera che, in questo avvio di stagione amaro per il reparto avanzato, può provare a sorridere pensando di affidargli le chiavi della difesa, blindandole in cassaforte (vedi Foggia-Benevento, fino a quando è rimasto in campo, e Pro Vercelli-Foggia con le punte avversarie sempre “pronte” a sbattergli contro inermi e rassegnate).
Il biglietto da visita di Gigliotti è di tutto rispetto: sei anni nelle giovanili del Monaco e una promozione dalla B alla A conquistata sul campo (14 presenze) con il Novara. Ma non è tutto: qualità e “pedigree” vengono arricchite da un pizzico di sale in più: un’innata propensione offensiva. Gol (e nelle file del Monaco Gigliotti ne ha fatti tanti) cercati e voluti, direttamente su calcio di punizione, di testa o con bolidi dalla distanza.
Chissà che Bonacina non trovi un bomber insperato, in attesa di donare mordente ad un attacco soporifero.

Foto: Antonello Forcelli


Daniele Affatato