Caramanno:"E´ Pecchia l´oro di Foggia"

Pino Caramanno ha azzeccato il pronostico. Foggia e Taranto in corsa per la B, proprio come il tecnico di Piana degli Albanesi aveva detto lo scorso agosto, alla vigilia del campionato. Una profezia dettata dal cuore, ma anche supportata dalla conoscenza e dall´esperienza accumulata in due stagioni (una per ciascuna pazza, seppure con esiti opposti) tuttora nello scrigno dei ricordi più preziosi.

PARTENZA La confortante partenza nei playoff di Foggia e Taranto, entrambe vittoriose nel match di andata con Cavese e Avellino, riempie di gioia l´allenatore siciliano di 67 anni: «Ero convinto che le due squadre potessero recitare un ruolo di primo piano. L´ottimo avvio negli spareggi rafforza le chance delle "nostre" formazioni, ma dovranno tenere gli occhi aperti nel ritorno. Un gol di vantaggio non può far stare tranquilli i rossoblu. Ma neanche le tre reti di scarto devono far abbassare la guardia ai rossoneri».

LEGAME Uscito dal giro da qualche anno, Caramanno ha allentato i contatti con il mondo del calcio. Ma l´intenso legame con la Puglia è rimasto intatto, nel ricordo di tre campionati da calciatore con il Martin (dal ´66al ´69), dell´esaltante promozione in B in Capitanata (stagione ¡88-¡89) e anche della sfortunata retrocessione in C1 in riva allo Jonio (¡92-¡93). «Personaggi e aneddoti mi restano impressi — racconta Caramanno—. Di Foggia, in particolare, ricordo una mia memorabile filippica a tutto l´ambiente, dopo un pareggio interno col Monopoli: intendevo placare la contestazione contro il patron Casillo. E, a promozione conquistata, mi fu riconosciuto di aver scosso la città in modo positivo. A Taranto subentrai a Giampiero Vitali, in una situazione disastrosa per la classifica e critica per la società: ci battemmo come leoni, ma non bastò per evitare la C1. Però, conquistai la stima dei tarantini».

PUNTI DI FORZA Per Caramanno sono tanti i punti di forza di Foggia e Taranto: «È fondamentale avere alle spalle dirigenti locali, che tengono alle sorti della squadra della loro città. Anche Papagni e D´Adderio sono preparati e affamati di risultati. Quanto ai giocatori, cito per tutti Fabio Pecchia del Foggia: a 33 anni è un esempio di serietà e capacità per compagni e avversari. Poi i tifosi: solo per questo Taranto e Foggia meriterebbero di stazionare quanto meno in B».

RISULTATO Un traguardo che, nel migliore dei casi, solo una potrà centrare quest´ anno: «Sarebbe già un grande risultato, che rafforzerebbe il calcio pugliese ai livelli che contano. Intanto, però, bisogna fare fuori Avellino e Cavese, due piazze ricche di entusiasmo che non vogliono arrendersi».

Fonte: Gazzetta dello Sport


Domenico Carella