Riceviamo e pubblichiamo questo pensiero di Simone Opsi, 26 anni, tifoso rossonero, presente al “Breda” di Sesto San Giovanni in occasione di Inter U23-Foggia:
3.500 cuori, la stessa casa
“Ci sono sconfitte che fanno più male delle altre. Non soltanto per il risultato, ma perchè arrivano dopo settimane in cui si cerca una risposta , una scintilla capace di riaccendere l’entusiasmo. La partenza del Foggia in campionato non è stata quella sognata dal popolo rossonero e le sconfitte, ormai troppo frequenti, hanno lasciato amarezza e delusione.
Eppure, c’è qualcosa che il risultato di una partita non può cancellare.
Domenica, a Sesto San Giovanni, erano circa 3.500 i cuori rossoneri arrivati da ogni angolo d’Italia. Sotto un sole che sembrava non lasciare scampo, c’erano famiglie, ragazzi, vecchi amici ritrovatisi e anziani con la sciarpa al collo e bandiere al vento. Generazioni diverse, unite dalla stessa passione.
Il Foggia è esattamente questo: centinaia di chilometri percorsi pur di esserci, pur di far sentire il proprio sostegno e l’appartenenza a questa maglia. Un filo rossonero che unisce persone e generazioni, da Foggia a Milano, da Torino a Bologna , fino a ogni scorcio d’Italia.
Ora bisogna guardare avanti. Le stagioni cambiano e le difficoltà, prima o poi, lasciano spazio a qualcosa di nuovo. Chissà che proprio da questa delusione non possa nascere la voglia di rialzarsi e regalare finalmente al popolo rossonero un futuro più luminoso.
Ieri Sesto San Giovanni bruciava sotto un cielo d’estate e 3.500 anime erano lì, arrivate da lontano, unite dalla stessa passione.
Oggi piove. E forse non è soltanto il cielo a essere grigio: dopo l’ennesima sconfitta, lo è anche un pò il cuore di chi continua ad aspettare.
Ma io, sotto la pioggia, ti ho sempre aspettato.
E continuerò ad aspettarti, mio caro Foggia.
Simone Opsi
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