Fisico robusto, un viso che ricorda molto quello di Kakà, simpatia ed entusiasmo brasiliano: si presenta così Rafael Rabelo Magalhaes, ventitreenne centravanti di Rio de Janeiro, cresciuto calcisticamente nel Botafogo, due stagioni al Bangù (serie C brasiliana) e con una minuscola parentesi italiana indossando la casacca del Foligno, prima di arrivare a Foggia per un periodo di prova.
Ma cosa prova un brasiliano ad approdare in Italia? Lo abbiamo chiesto proprio a Rafael: “Mi trovo benissimo in Italia -ci dice il calciatore sudamericano- a parte il freddo a cui non sono abituato. Stare nella vostra penisola è entusiasmante”.
Sei appena entrato per la prima volta nello Zaccheria. Che effetto ti ha fatto: “Lo stadio è bello ed è grande. Lo immagino pieno di gente e ciò mi fa pensare al grande calore che può dare una piazza come Foggia. Voglio firmare con questa squadra e giocare con i colori rossoneri addosso”.
Come ti hanno accolto i compagni? “Benissimo, sembrano tutti bravi ragazzi. Ripeto: voglio firmare per giocare con il Foggia il prima possibile”.
Quali sono le tue caratteristiche tecniche? “Sono una prima punta: aspetto la palla e cerco spesso la porta. I miei punti di forza sono il gioco aereo e il tiro con il destro”.
Hai un nome d´arte come tutti i tuoi colleghi brasiliani? “No, non ancora: datemelo voi”.
Ne abbiamo pensato uno: se firmi con il Foggia ti chiameremo Aristoteles (come il goleador della Longobarda di Lino Banfi ne ´L´allenatore nel pallone´). Per te va bene? “Si -sorride Rafael- mi piace molto come nome. Da oggi chiamatemi Aristoteles!”
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