Tutto, o quasi, in 180 minuti. Un crinale pericoloso: dentro o fuori, senza più possibilità di appello. Così quattro squadre (Ivrea, Pizzighettone, San Marino e Teramo) hanno salutato la serie C1, altre quattro (Pro Sesto, Sangiovannese, Ancona e Martina) hanno invece tirato un sospiro di sollievo, acciuffando la salvezza in extremis. Verdetti definitivi nella parte bassa della classifica. Giochi ancora aperti nei quartieri alti. Domenica, primo round per cominciare a scrivere il nome delle due squadre che l’anno prossimo avranno la grande occasione di militare in serie B.
Poi ci sono gli esclusi, invece, quelli che queste due ultime partite se le sono sognate per tutta la stagione e che all’ultimo se le sono viste soffiare via sotto il naso. Il Sassuolo che, dopo il successo a Monza, in una delle gare seguite dal minor numero di spettatori (appena 2.243), pensava di avere la finale in tasca, ma anche il Taranto che ha messo paura, tanta, al Partenio, prima di soccombere sulla punizione di Moretti o la Cavese che è stata punita ed eliminata da Mastronunzio soltanto al quinto minuto di recupero.
Già, Mastronunzio, una delle facce che più resteranno impresse in questa coda della regular season. Lui, la “vipera”, autore di tre gol nelle due partite contro i campani, che hanno sospinto il suo Foggia fino alla sfida promozione con l’Avellino. Bomber al momento opportuno. Come Borgobello, autore di una doppietta che ha steso il Sassuolo e portato il suo Monza a disputare la finale-promozione. Come Ceravolo: un gol all’andata e uno nella gara di ritorno contro il Venezia. Pratica liquidata e Pisa che vola verso la B.
Entusiasmo per le imprese dei propri beniamini, tifosi che hanno sofferto ogni azione, ogni singola giocata, insieme ai calciatori. Grande pubblico per sfide che sapevano già di B. Allo stadio Iacovone di Taranto erano in diecimila per spingere i pugliesi contro l’Avellino. Il match di ritorno non sarebbe stato da meno: 8325 spettatori in un Partenio strapieno. I tifosi pisani, nel return-match contro il Venezia, non hanno voluto lasciare nulla al caso. Troppo alta la posta in gioco, non potevano esserci cedimenti, neanche sugli spalti: 9430 spettatori, tutti d’un fiato, fino al fine, fino al 3-1 definitivo.
Partite decisive: anche una sola distrazione può rovinare un’intera stagione. L’attenzione deve essere sempre massima. Inevitabile un grande spreco di energie e una certa dose di nervosismo. Nelle gare d’andata delle semifinali play off ne hanno fatto le spese Montesanto e Raimondi, squalificati per due giornate. Cartellino rosso sventolato in faccia anche a Nocerino della Cavese nella gara disputata allo Zaccheria.
Play off e play out che hanno regalato spettacolo, emozione, passione a oltre sessantatremila spettatori. Penultimo atto della stagione che ora aspetta di vedere quali saranno le magnifiche due, che si conquisteranno sul campo il diritto di giocare la prossima stagione in serie B. Domenica prossima quindi spazio a Monza-Pisa e Foggia-Avellino. Nei precedenti stagionali di campionato, le due sfide sono finite in pareggio. Partite dunque votate all’equilibrio, dove alla fine prevarrà, come sempre, la maggior fame di vittoria.
Fonte: Corriere Dello Sport
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