La finalissima è dietro l’angolo, l’entusiasmo inizia a lievitare e questo pomeriggio prenderà il via la prevendita dei biglietti, presso i botteghini della Curva Sud. «Il tagliando d’ingresso – avverte il responsabile della biglietteria, Angelo Stanco – sarà distribuito solo previa l’esibizione della fotocopia del documento di riconoscimento». Insomma, la macchina organizzativa comincia a mettersi in moto, anche se con le nuove norme allestire una coreografia di tutto rispetto non è affatto facile. Preparare una coreografia degna della tradizione dei tifosi irpini e, soprattutto, dell’importanza dell’evento, è un’operazione piuttosto complessa, visto che occorre chiedere il permesso alla Questura sette giorni prima della gara, presentando un progetto con tanto di documenti fotografici allegati, specificando la scelta del materiale da utilizzare e il contenuto delle frasi, affinché possa essere approvato. Non è questo, però, che spaventa gli ultras. La Curva Sud, per principio, non chiede niente a nessuno, ma garantirà, comunque, un tifo intenso, seppure più naturale e semplice con sciarpe, berretti e magliette. Probabilmente non ci sarà un colpo d’occhio fantastico. Ma il boato della Curva Sud, senza dubbio, dagli spalti risuonerà forte sul campo di gioco. «A prescindere dalla coreografia – commenta Franco Iannuzzi, tifoso storico della Sud -, i cori non sono vietati, quindi sosterremo fortemente la squadra, anche se il grosso dovranno farlo i ragazzi in campo. Sono fiducioso al cento per cento, nessuna paura: non possiamo temere il Foggia. Tutti dovranno fare il proprio dovere: pubblico, squadra e allenatore. Ho notato, però, troppo pessimismo in giro. È inutile, oltre che ingiustificato. Ormai la realtà è questa: non siamo arrivati primi e ci aspetta l’ultima e difficile fatica dei playoff prima di approdare nella serie cadetta. Ma questa finale è alla nostra portata». Abbonda l’ottimismo, invece, in provincia. «Forse soffriremo un pò – afferma Giuseppe Pizzulo, degli Indomitables di Vallesaccarda -, ma sono molto fiducioso. L’unica mia preoccupazione riguarda eventualmente i tempi supplementari: sarebbe meglio non arrivarci, per evitare l’accumulo di altra tensione. Il Foggia non è uno squadrone e allo Zaccheria solo con quel gol proprio da polli poteva passare: certamente siamo noi i più forti». Un gol, una prodezza di un singolo. Non importa il bel gioco, conta mettere tutti e due i piedi in B. «Ci dobbiamo fiondare tutti al Partenio per tifare – dice Antonio Barone, dei Supporter Biancoverdi Forino – perché la squadra ne ha bisogno, anche se la gara d’andata non ci ha soddisfatto. I giocatori sono ormai stanchi e il bel gioco latita, ma nei playoff bisogna solo buttarla dentro. Cuore e coraggio, quindi». «Sono ottimista – conclude Gerardo Bruno, del Club Adriano Lombardi di Montella – e non concordo con quanti criticano l’operato di Vavassori. Lui ha l’obiettivo di traghettarci in B e ha scelto la strada giusta: sta badando al sodo. La regular season è finita, questo è un altro campionato. E più delle gambe conta la testa. Abbiamo, però, giocatori in grado di risolvere la gara in ogni momento».
Fonte: Il Mattino
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