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domenica , 25 Ottobre 2026
FOGGIA CALCIO

Sarà un Avellino d´assalto anche senza Biancolino. Molino parla da ´doppio´ ex

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Solo qualche giro di campo sul «suo» Partenio. A quarantott’ore dalla sfida che vale un campionato che, molto probabilmente – e la pretattica, purtroppo, non c’entra – non lo vedrà protagonista come lui a qualsiasi costo vorrebbe. Raffaele Biancolino è pronto ad ingoiare il boccone, al momento, più amaro della carriera, causa un ginocchio che, implacabilmente, l’ha tradito. Una beffa per il capocannoniere del campionato: lui che domenica voleva traghettare in B, come fece contro il Napoli due stagioni addietro, il suo Avellino. Il capitano ha fatto di tutto: ha stretto i denti ma volontà granitica e rabbia cosmica non hanno guarito l’arto. E allora in panchina – probabilmente – a trascinare con il suo carisma i compagni impegnati nella «battaglia delle battaglie», come ha giustamente avvisato ieri sera il responsabile dell’area tecnica Francesco Maglione in «Speciale play off» condotto da Pierluigi Melillo su IrpiniaTv, lui ci sarà. Magari per un incitamento in diretta che, tutti lo sperano anche se i fatti dicono il contrario, possa trasformarsi in una presenza, seppur ridotta in qualsiasi momento della sfida. Massimo Pugliese rifugiatosi nel silenzio della meditazione, pare si recherà a Montevergine da Mamma Schiavona, naturalmente senza…sconsiglieri. Fa bene: la preghiera non ha fatto mai male a nessuno. Dal canto suo Giovanni Vavassori crede solo nei miracoli calcistici e si appresta a gestire la super sfida con la solita razionalità ma, evidentemente, in fondo giocoforza stizzito dal non poter utilizzare un calciatore che anche in B fa la differenza: figurarsi in questa gara-verità! Una gara in cui l’Avellino dovrà fare anche l’impossibile per rimontare il gol dell’andata di Salgado e, nel caso, non riesca il raddoppio nei novanta minuti, difendere nei successivi trenta dei supplementari quell’1-0 che vale una stagione. Gestire non servirà a nulla, attaccare, invece, è la consegna, l’unica, che «Vava» ha dato ai suoi ragazzi. Un Avellino, dunque a trazione anteriore, che dovrebbe affrontare il Foggia di D’Adderio, aggredendolo dai primi minuti, forte di un tridente che in un inusuale 4-3-2-1 sarà composto da un ritrovato Ascenzi unica punta, supportato da Evacuo e Grieco alle spalle. In mediana, la muscolarità di Porcari e Di Cecco e la spinta ed i tagli al centro di un Moretti che, naturalmente si candida più che mai ad essere l’esperto balistico della squadra biancoverde, pronto a ”sparare” granate dalle parti del rientrante Marruocco tra i pali che dovrà difendersi da deflagrazioni e schegge che nelle intenzioni di bum bum popoleranno l’area rossonera. Avellino battagliero, votato all’offesa, ma di sicuro non tanto pazzo ed imprudente da offrire il fianco alle ripartenze di Salgado e Shala ed agli affondi centrali di Mastronunzio che toccherà al poker difensivo composto da Ametrano, D’Andrea, Puleo e De Angelis, impedire. Il Foggia ha un piccolo, ma nel contempo immenso vantaggio psicologico e numerico: quell’1-0 pescato allo Zaccheria che al Partenio vorrà difendere e capitalizzare a qualunque costo.

MOLINO – Quasi 40 gol in due anni, con il Foggia. Ben 18 con l’Avellino, nell’esaltante stagione della promozione diretta in B. Gigi Molino (in foto) è un doppio ex e con queste due squadre, dati alla mano, ha segnato moltissimo. Domani non potrà essere al Partenio perché è in vacanza e, in fondo, un pò gli dispiace. «Avevo già prenotato da un pezzo, altrimenti non mi sarei mai perso una gara del genere». Due club blasonati che in novanta minuti si giocano la serie B. Che tipo di gara sarà, secondo lei? «Una finale decisamente equilibrata, visto che in campo scenderanno due compagini che hanno assaporato il grande calcio, con tanto di storia e ora con organici di tutto rispetto. Due piazze che meriterebbero entrambe la B, ma avete visto? Per ora nella serie cadetta ci è finito il Ravenna…». Il Foggia ha due risultati a disposizione, mentre l’Avellino può mettere piede in B solo battendo la squadra pugliese. Dunque, sarà una bella lotta. «L’Avellino, però, in casa, ha il gol assicurato. Voglio dire che la squadra biancoverde, al Partenio, riesce comunque a segnare. Quindi il Foggia, pur avendo il vantaggio dei due risultati, visto che all’andata in casa ha vinto, dovrebbe cercare di segnare subito, perchè gli irpini tra le mura amiche non sono abituati a fare regali a nessuno. Figuriamoci, poi, in una finale che vale la serie B». Lei è un attaccante di provata esperienza: dopo il fischio d’inizio come andrà impostata la gara? «L’Avellino deve studiarla prima bene, leggerla attentamente, insomma. Guai a lanciarsi nella mischia senza ragionare. Anche se, a parer mio, una volta in campo, un ruolo primario lo giocherà proprio l’esperienza». Biancolino, con il quale lei ha raccolto la B in biancoverde, giocando nel tandem offensivo del 4-4-2 di Vullo, è in forse per la finale con il Foggia. Nel caso dovesse saltare la gara, è un’assenza che potrebbe pesare molto? «Anche se i vari Grieco ed Evacuo sono in forma e daranno sicuramente un congruo apporto alla squadra, una eventuale assenza di Biancolino peserebbe eccome: finora ha fatto benissimo e sappiamo tutti di che pasta è fatto». Cosa c’è da temere di una squadra, il Foggia, a cui basterebbe anche un pareggio? «Il Foggia non ha nulla da perdere e verrà a giocarsi la gara come si deve. E, poi, non mi fiderei tanto delle buone individualità che vanta in organico». Molti addetti ai lavori giudicano, almeno sulla carta, molto più forte l’Avellino della squadra pugliese. Qual è il punto di forza degli irpini? «Il gruppo. Un collettivo di ottimo livello. E poi non dimentichiamo che la finalissima si giocherà al Partenio: il pubblico sa come caricare la squadra per trascinarla in serie B».
Fonte: Il Mattino

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