Gli occhi incollati allo schermo, fissi su ogni singolo movimento della palla, il sudore grondante sulla fronte scossa dalla tensione, nervi tesi come corde di violino, paura e speranza misti in un connubio da cardiopalma. Questa è Avellino-Foggia, vista dai foggiani. Ci siamo, il momento decisivo è giunto: meno di ventiquattro ore e sapremo. Sapremo se gli sforzi profusi in questa lunga ed estenuante cavalcata verso l´El Dorado saranno ripagati o calpestati dalla zampa maledetta di un Lupo famelico. Lo stesso lupo che sei giorni fa si è fatto sbranare dai Satanelli nell´inferno dello Zaccheria.
Il conto alla rovescia è giunto agli sgoccioli. ´Notte prima degli esami´. Notte prima della verità. Dolce o amara che sia. Notte di insonnia, di schemi e tattiche nella mente, notte di paura, notte di speranza, prima del grande evento che sarà seguito in mondovisione. Il rossonero tinge la città ovunque, in ogni piccola via, tingendo a chiazze anche il resto del mondo, in ansia per il Foggia, arrivato al punto massimo degli ultimi anni: mai è stato così vicino a tornare in B.
Sarà battaglia in campo, il secondo round di una guerra che consegnerà ai vincitori la gloria eterna, agli sconfitti soltanto un mucchio di polvere e cenere come condimento ad una catasta di rimpianti. E saranno tutti lì, ad attendere che il Foggia riesca nell´impresa; non è mission impossible, ma sarà durissima. La città ci crede, il mondo ci crede, ora sta ai calciatori crederci: perchè ´i sogni son desideri che possono diventare realtà´. Come on, Foggia! Impossible is nothing…
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