Termina con uno zero a zero ricco di rimpianti la sfida tra Pro Patria e Foggia. Le recriminazioni sono per la scarsa vena degli attaccanti che, unita ad una buona dosa di sfortuna, ha impedito al Foggia di portare a casa una gara che, n0onostante il gioco latitante, avrebbe meritato di portare a casa. Probabilmente è il gioco della coperta corta: messa a posto la difesa, tanto criticata a Sesto, sono ora le punte ad accusare una battuta a vuoto. Una traversa colta da Plasmati e almeno tre palle gol nitide, con palloni solo da spingere in rete fallite malamente si sommano ad una lentezza cronica della manovra che spesso ha facilitato il compito alla “Pro”, squadra operaia, mantenuta in piedi dall´esperienza (e spesso dalla malizia) di “Higlander” Tramezzani, dedita alla difesa di massa del risultato. Ci sarà ancora tanto da lavorare in settimana, forse anche sulla brillantezza atletica.
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