ROMA – Non � un ritorno: � una suggestione. Zdenek Zeman � uno che divide: lo ami oppure lo detesti.A Roma, dove oggi si presenta al Flaminio con il Foggia, contro l�Atletico di Incocciati, leader del girone B della Prima divisione, � stato, ed � ancora, amato. E� nato a Praga, ha scoperto il sole a Palermo, � diventato Zeman a Foggia, ma l�insostenibile leggerezza dell�essere l�ha vissuta all�ombra del Colosseo. Sbarc� nel 1994, ha guidato per 5 anni le due squadre della Capitale e non � pi� andato via: anche quando ha lavorato a Istanbul e Belgrado, c�era sempre un aereo pronto per tornare a casa, sulla collina Fleming. Roma � la sua citt�, direbbe Woody Allen, altro inguaribile romantico.
Le parole – Si � presentato cos�, alla sua maniera: �Spero che la gente venga a vederci e a divertirsi. Il Foggia � una squadra giovane, l�Atletico ha fatto investimenti importanti e pu� schierare cinque calciatori che hanno giocato in A�. Sempre lui, anche ora che per rimettersi al lavoro ha dovuto accettare una panchina di terza serie e gli anni sono ormai 63. Lo spettacolo, innanzi tutto. Il bel calcio. Il suo 4-3-3 che � ormai una filastrocca e un marchio di fabbrica. Dici 4-3-3 e pensi a lui, anche se, qualche giorno fa, Galeone ha rivendicato il suo copyright.
Ma Zeman ha fatto di pi�: ha allenato, evento quasi straordinario in una citt� spaccata in due dalla rivalit� calcistica, Roma e Lazio. Lo chiam� Cragnotti, nel 1994, e la Lazio sfior� lo scudetto, battuta dalla Juventus lippiana della farmacia ben fornita: lo zenit, il suo grande rimpianto. Poi arriv� terzo. Poi fu esonerato, il 28 gennaio 1997. Il giorno dell�addio, accompagnato sottobraccioda Giuseppe De Mita, all�epoca capo ufficio stampa della Lazio, era terreo quando svuot� l�armadietto di Formello. Un uomo sconfitto.
Lui e Totti – Fu Franco Sensi, in un lampo di genio, ad affidargli la Roma 5 mesi dopo il congedo dalla Lazio. Due stagioni alla guida dei giallorossi per ricostruire la squadra e porre le basi dello scudetto che Capello andr� a vincere nel 2001: Totti, Tommasi, Di Francesco, Delvecchio, Cafu erano sue creature. Letterario il legame tra lui, cultore di un calcio fondato sulla corsa, il pressing e il sacrificio, e il talento immenso di Totti. Spiritualmente, Zeman � pi� in sintonia con l�animus laziale, ma sono stati i romanisti ad amarlo in modo pi� profondo, trascinando nella suggestione anche gli intellettuali. Lo scrittore Vincenzo Cerami � stato uno dei suoi sostenitori pi� accaniti. Antonello Venditti gli ha dedicato nel 1999 la canzone �La coscienza di Zeman�. Il musicista, premio Oscar, Nicola Piovani si � appassionato al calcio �con la Roma del boemo�. La sua battaglia contro il doping, nell�estate 1998, fece di lui l�uomo pi� popolare della citt�. Ora si ripresenta, in quel Flaminio quasi sempre vuoto quando gioca l�Atletico, ma dove lui si affacci� un giorno per vedere la Primavera della Roma. Perch� lui � fatto cos�: ha sfidato i grandi, ma si sente Zeman, molto Zeman, quando sta tra i giovani.
LE DICHIARAZIONI
Il boemo sempre all�attacco �La Juve non � da scudetto Reja primo, ma gioca male�
La sfida � contro l�Atletico, ma Zeman ieri ha parlato anche di squadre e protagonisti del campionato di A. Come sempre il boemo non usa metafore.
Sulla Juve – �Calciopoli? Non sto seguendo il processo, sono gi� stato a deporre e credo basti. Non ho nemmeno guardato molto i cambiamenti di dirigenza che la Juve ha fatto nell�ultimo periodo. Non � detto che con Agnelli presidente torni a vincere lo scudetto. Nel recente passato ha speso tanto e male. Credo sia distante dalle squadre che hanno ambizioni�.
Lazio e Mourinho – �La Lazio � prima, ma a Bari non � certo stata una gara divertente. Hanno vinto e quindi sono tutti contenti, ma giocando in quel modo punti ne faranno pochi. Mourinho? Ha i suoi metodi di lavoro: per ora gli � andata bene. Io ho vinto su altre cose in 10 anni di calcio diverso…�.
Roma e Totti – �Non penso che i problemi della Roma siano legati alla scarsa preparazione. Credo che dipendano pi� dalla testa, dalla concentrazione. Colpa di Totti? Francesco non pu� essere il problema della Roma, sono 15 anni che se la carica sulle spalle ed � ancora il miglior giocatore italiano in attivit�. Io al posto di Ranieri? No, sono impegnato col mio Foggia�.
Fonte: La Gazzetta dello Sport
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