Ecco quanto riportato in data odierna sulle colonne nazionali del Corriere dello Sport.
REGGINA. Secondo la Covisoc, la Reggina «non ha adempiuto gli obblighi di versamento dei debiti tributari e previdenziali». Gli amaranto hanno avuto l’omologa dal tribunale fallimentare di Reggio Calabria per il piano di ristrutturazione del debito, con una riduzione del 95% che equivale a 769.973 euro da versare entro il 12 luglio. Le norme sportive imponevano di saldare tutto entro il 20 giugno (questi più i 6 milioni già erogati) in vista dell’iscrizione al campionato; secondo la Covisoc l’omologa del tribunale sarebbe ancora impugnabile, per la Reggina la contestazione va oltre le competenze sportive, mentre in Figc fanno notare che l’imposizione dall’esterno di termini e pagamenti creerebbe un precedente pericoloso in tema di equa competizione e in barba agli sforzi di chi si è messo in regola rispettando i parametri federali. Questi 769.973 euro potrebbero essere inclusi nella trattativa tra il patron Saladini e gli investitori che stanno trattando l’acquisto del club, da qui l’esigenza di non versarli subito e attendere fino al 12. Ieri comune di Reggio Calabria e Città Metropolitana, in una nota congiunta, hanno chiesto al club «chiarezza nei confronti della città e dei tifosi» e alla federazione di considerare che «il mondo del calcio non può rivendicare la propria autonomia a convenienza sulle leggi dello Stato». Lo scontro è anche istituzionale.
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