Termina con uno scialbo 0-0 il match del “Curcio” di Picerno che condanna il Foggia alla lotteria dei playout con il Messina nelle due gare che si disputeranno tra il 10 e il 17 maggio prossimi. Un Foggia che non ha dato i segnali di risveglio che tutti si attendevano dopo le ultime disastrose sei apparizioni che avevano fruttato altrettante sconfitte e neanche ci si potevano attendere sconti particolari dagli altri campi dove erano impegnate Casertana e Messina. Proprio la formazione rossoblù di Iori ha meritato di salvarsi dopo una rincorsa esaltante e dopo aver fatto a pieno il proprio dovere anche questa sera al “Provinciale” di Trapani. Antonio Gentile ha provato a modificare qualcosa rispetto al passato ma che la serata non fosse delle migliori lo si è capito già nel corso del riscaldamento quando Dutu si è fermato per noie muscolari e ha costretto il tecnico foggiano a cambiare l’assetto in campo inserendo Zunno dal primo minuto. Doveva essere 5-3-2 e invece ad inizio gara il Foggia è schierato con il 3-5-2 che in tanti avevano previsto alla vigilia del match. Ci si attendeva una formazione più propositiva in avanti, soprattutto dopo che da Messina e Trapani le notizie condannavano i rossoneri agli spareggi salvezza, e invece la prima frazione di gara non ha regalato alcuna emozione nè da una parte nè dall’altra a parte una conclusione neanche tanto convinta di Gala verso la porta di un Picerno quasi rinunciatario. Nella ripresa, complici anche i risultati che arrivavano dagli altri campi, Salines e compagni non sono mai riusciti a impensierire la porta di Summa un pò per l’ottima disposizione in campo dei padroni di casa un pò per incapacità a costruire palle gol degne di cronaca da parte degli uomini a disposizione di Gentile. Fa rabbia vedere questa squadra scivolare verso il baratro senza una reazione dopo una stagione cominciata male e che rischia di finire peggio. Le responsabilità sono da dividere equamente tra la proprietà, per le scelte fatte in estate e per aver contribuito a indebolire un gruppo a gennaio quando probabilmente si credeva di aver archiviato troppo presto il campionato dopo le esclusioni di Turris e Taranto, e la squadra che, nonostante tre allenatori, ha confermato di avere grandi limiti tecnici e problemi soprattutto all’interno dello spogliatoio dove qualcuno forse non ha ben compreso in che piazza si trova a fare calcio. E ora nei prossimi centoottanta minuti della stagione ci si gioca la credibilità di uomini prima che di atleti. Con il Messina serviranno gli attributi e tutta la dignità che ciascuno dei rossoneri in rosa deve dimostrare di possedere. La categoria va difesa perchè in ballo c’è il futuro del club rossonero. Identico discorso vale per la proprietà chiamata, insieme ai protagonisti del rettangolo di gioco, a salvare una stagione tribolata e da dimenticare in tutta fretta. La serie C, in questo momento, è un valore inestimabile per questa città e va salvata con le unghie. Per i processi poi ci sarà tempo…
Foto Calcio Foggia 1920
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