Alla cortese attenzione della dirigenza del Calcio Foggia 1920,Mi chiamo Tommy e vi scrivo da lontano, da un’altra regione dove la vita mi ha portato, come tanti figli di quella terra amata e ferita che è la Capitanata.Sono un umile tifoso, uno di quelli che ha imparato ad amare questi colori grazie al proprio padre, che da bambino lo ha preso per mano e portato allo Zaccheria, facendogli scoprire un mondo.Un mondo fatto di orgoglio, passione, appartenenza.Quel primo ingresso allo stadio, quei cori, quell’atmosfera che solo Foggia sa creare… sono ricordi che porto nel cuore ogni giorno. E anche se sono lontano, il Foggia è sempre con me. Non è solo una squadra. È identità. È casa.So bene quanto possa essere amara e logorante la situazione attuale. So quanto il presidente Canonico si sia trovato spesso solo, bersaglio di critiche e circondato da ostacoli, talvolta più grandi di chiunque. E so anche quanto, a volte, possa sorgere quella domanda silenziosa e crudele: “Ma chi me lo fa fare?”Eppure io, come tanti altri tifosi sparsi in Italia e nel mondo, nutro ancora una flebile speranza.Una speranza che vi chiediamo di non spegnere.Vi prego, trovate la forza, la motivazione, la volontà di iscrivere il Foggia alla prossima Serie C. Non per gloria, non per convenienza. Ma per amore.Per amore di una città che troppo spesso è stata dimenticata.Per amore di chi, come mio padre, ha cresciuto i propri figli con il Foggia nel cuore.Per amore di chi oggi non può più esserci, ma vive in ogni curva e in ogni bandiera.Qualunque sarà la vostra decisione, sappiate che la mia gratitudine e il mio rispetto non mancheranno. Ma se c’è ancora una scintilla possibile, vi chiedo col cuore: lasciatela accesa.Con stima e infinita passione,Tommy(tifoso fuorisede, ma foggiano per sempre).
© 2025, CALCIOFOGGIA.IT. Tutti i diritti riservati.
È vietata la riproduzione, distribuzione, modifica, pubblicazione, trasmissione o qualsiasi altro utilizzo, totale o parziale, dei contenuti di questo sito senza previa autorizzazione scritta dell’editore.




