La riammissione ufficiale ha acceso i motori. E mentre il Foggia ha conosciuto la sua destinazione nel Girone C ed è in attesa dei calendari, il direttore sportivo Alex Casella ha fatto il punto a *Estate nel Pallone* su Foggia TV, delineando con chiarezza la filosofia e le priorità di un progetto che sta prendendo forma a San Gregorio Magno.
«Siamo partiti in questi primi giorni con molti ragazzi in prova, qualcuno anche dal settore giovanile che abbiamo voluto vedere con attenzione. Abbiamo deciso di sfruttare questo periodo per fare ciò che di solito non si ha tempo di fare: organizzare e visionare profili su cui investire e costruire un progetto tecnico. Quattro-cinque giocatori interessanti sono già stati individuati. Adesso, dopo la bellissima notizia di ieri, si attende solo l’apertura del portale per diventare operativi e iniziare a tesserare».
Casella non nasconde la priorità: allestire una rosa che rappresenti la città e i suoi tifosi con entusiasmo e orgoglio. «Lavoriamo su entrambi i fronti, esperti della categoria e giovani. Non c’è qualcosa che viene prima. C’è l’identificazione del profilo giusto: uno che vesta questa maglia con grande entusiasmo e rappresenti questa piazza. Il mercato di luglio offre certe disponibilità; più si va avanti, più si aprono opportunità da categorie superiori. L’importante è non sbagliare».
Sul metodo, il direttore sportivo è netto. Non esiste un principio dogmatico, ma un’idea da condividere con l’allenatore. «Bisogna essere elastici e malleabili per costruire un vestito che calzi a pennello. L’integrità agonistica e la predisposizione a sposare l’idea di gioco di Auteri sono fondamentali. In questo lavoro sbagliano tutti, dalla Champions alla terza categoria. Noi stiamo cercando di sbagliare il meno possibile».
Sull’aspetto umano Casella evita le frasi fatte. «L’uomo conta, certo, ma molte volte lo si approfondisce condividendo i problemi, non solo i momenti belli. Preferisco essere onesto dal primo giorno piuttosto che ritrovarmi disagi durante la stagione. E se c’è la possibilità di ripescare profili già conosciuti in carriera (Gozzano, Carpi, Pro Vercelli, Spal, ndr), tanto meglio: non si sbaglia quando si conoscono i lati positivi e negativi».
La piazza? Torna a essere appetibile. «Chiunque voglia fare il calciatore e non valuti Foggia come una grandissima possibilità fa una cosa stupida. Qui c’è una tifoseria di altissimo livello. Chi ha timore della pressione è giusto che non venga. Noi cerchiamo giocatori ambiziosi, come lo siamo noi e come lo sono i tifosi». Quasi quattromila abbonati già chiusi, nonostante l’incertezza della categoria: «È un grande senso di responsabilità e di orgoglio. Rende più facili anche le notti insonni».
Sul fronte giovani la strategia è chiara e condivisa con la proprietà. «Non abbiamo patrimonialità. Il giocatore esperto di categoria è difficilmente rivendibile. Stiamo orientandoci su qualche giovane di proprietà di società di Serie A. Auteri non ha paura di investire sui giovani: o è bravo o non è bravo. È un allenatore coraggioso e questo ci aiuta a creare qualcosa di aziendale, non solo di breve periodo». Contatti con Atalanta, Torino, Fiorentina e Lecce sono confermati.
Sulla tempistica Casella invita alla lucidità. Per la Coppa Italia di metà agosto non c’è un obiettivo numerico rigido sul completamento della rosa. «Se arriviamo al 70-80% bene, altrimenti non ci interessa. Dobbiamo avere la tranquillità di cogliere ogni opportunità fino in fondo. Il mercato chiude il 1° settembre. Andiamo con i piedi di piombo».
E il Girone C? «Ha un livello medio molto più alto rispetto agli altri. Non ci sono partite facili. Sono tanti cantieri aperti, ma questa difficoltà media dà spazio a tutti. Serve identità, gioco e intensità. Con Auteri e Pavone c’è grande disponibilità, entusiasmo e sinergia. È una delle belle sensazioni di queste settimane».
Sull’attaccante, il profilo cercato è chiaro: non un cecchino statico, ma un giocatore mobile che segna e fa segnare. «È importante che l’attaccante faccia gol, ma soprattutto che ne faccia fare. Se troviamo quello da 15 reti e gli altri non segnano, abbiamo un problema. Se ne fa 8-10 e contribuisce a farne 30-35 alla squadra, abbiamo un grandissimo beneficio. Deve essere la punta di diamante che crea soluzioni offensive».
Una sola domanda a effetto: Roberto Inglese? «Può tornare utile a qualsiasi squadra. Ma oggi non è un obiettivo del Foggia».
Casella ha chiuso come ha iniziato: con la consapevolezza del compito. Portare entusiasmo in un ambiente che ne ha bisogno da troppo tempo. Il lavoro continua. La piazza aspetta. E a San Gregorio Magno si costruisce, giorno dopo giorno, il Foggia della prossima stagione.
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