Giuseppe De Vitto, socio del Calcio Foggia 1920, è intervenuto nella puntata di ‘za Fò, condotta da Lello Scarano e in onda su FoggiaTv (canale 99 del digitale terrestre e disponibile anche sul canale YouTube dell’emittente).
Sul bilancio dopo dodici giornate: «La classifica è molto corta, dal terzo posto in poi siamo a pochi punti l’una dall’altra, quindi non mi dispiace. Sicuramente mi aspettavo qualche punto in più: abbiamo perso qualche punto e in alcune partite, come quella di Giugliano, non siamo scesi in campo come dovevamo».
Sul progetto: «Ci sono tutti i presupposti. Siamo molto ambiziosi, ma abbiamo bisogno del tessuto imprenditoriale e di tutti. Stiamo insieme, facciamo le cose fatte bene: sono i presupposti per fare un percorso con coraggio».
Sulla parola “salvezza”: «Mi arrabbio se qualcuno la nomina. Mi sono arrabbiato dopo certe partite perché ho sentito parlare di salvezza anche da qualche giocatore. Questa parola mi lascia delle ferite: anche l’anno scorso si parlava sempre di salvezza. Questa rosa non è da nominare in termini di salvezza. Sono convinto che con lavoro e sacrificio possiamo ottenere buoni risultati».
Su cosa avrebbe fatto di diverso: «Dal punto di vista imprenditoriale siamo soddisfatti. Ringrazio tutti gli sponsor e soprattutto la tifoseria, che senza neanche un giocatore ci ha onorato di oltre cinquemila abbonamenti. Dal punto di vista calcistico, oggi non avrei preso alcuni giocatori che sono seduti in panchina e che invece avrebbero dovuto fare la differenza. C’è un mercato di riparazione a gennaio e sicuramente miglioreremo».
Sull’atteggiamento e la personalità: «L’atteggiamento è fondamentale. A Casarano abbiamo preso un gol con un alzamento della linea difensiva che non può accadere. Bene che il mister si arrabbi: le partite si decidono anche su questi aspetti».
Sul proprio ruolo di tifoso-proprietario: «Abbiamo un difetto: siamo troppo tifosi. Quando uno è troppo tifoso fa anche cose che magari da proprietario non dovrebbe fare. Il nostro amore smisurato ci porta a volte a reazioni non misurate, ma oggi abbiamo più esperienza e certi errori del passato non li rifaremo».
Su Ravasio: «Ero presente a Milano e lo posso dire: Gennaro e il direttore erano scettici, io l’ho voluto fortemente. Sapevo delle sue qualità e le sta dimostrando partita dopo partita. È un grande profilo per la categoria: questa scelta è stata azzeccata».
Sul mercato di gennaio: «Le idee sono chiare. Dobbiamo migliorare sicuramente il centrocampo».
Sulla possibile presenza dei tifosi del Barletta allo Zaccheria: «Da parte nostra ci farebbe piacere vivere una partita di sport nei suoi veri valori. Penso che i tifosi oggi siano maturi per farlo».
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