Il primo atto della sfida con il Foggia ha rabbuiato gli animi dei tifosi biancoblù, rimasti basiti di fronte alla tv. Una delusione rabbiosa per come, nel giro di pochi minuti, è stata compromessa una stagione da incorniciare ed una finale che sembrava, sul 2-1 di metà gara, oramai ipotecata. Il popolo sportivo di Cava si è svegliato intontito da un incubo che a qualcunoavrà ricordato la famosa finale di Istanbul del Milan contro il Liverpool.
SETTE GIORNI Agli uomini di Ancelotti sono stati necessari
due anni per la rivincita, quelli di Campilongo hanno appena sette giorni per metabolizzare una delle più gravose sconfitte, di certo la più cocente della gestione e tentare un’impresa che avrebbe dell’incredibile. «È la delusione calcistica più amara della miacarriera —dice il migliore in campo tra imetelliani, Gerardo Alfano —. Una sconfitta che ha dell´inspiegabile, se non attribuibile ad un blackout collettivo».
Proprio Alfano era in campo l’ultima volta che i campani subirono cinque gol (5-1 ad Andria il 21 aprile 2002):«È tutta un’altra storia — ammette lui — qui ci stiamo giocando la serie
B». E allora se si vuole rimanere a questa stagione fanno sensazione i 9 gol che la Cavese ha subito tra Avellino e Foggia (in entrambe le occasioni mancava il centrale Cipriani, che però saltò anche la felice trasferta di Perugia). Statistiche, casualità o quant’altro. Ci si appiglia a tutto per pescare dal cilindro un 3 a 0 (vedi Gallipoli) o un 4 a 1, come avvenne tra le mura amiche contro il Manfredonia.
ORGOGLIO «La rabbia si trasformerà in orgoglio assicura Gerardo Alfano, autore del primo gol dopo appena 3’ — sono certo che noi tutti abbiamo le potenzialità umane prima che tecniche per uscire dal campo domenica prossima a testa alta e non come avvenuto a Foggia a capochino».Eppure rimane la rabbia per episodi decisivi, ad iniziare, in ordine di tempo, dall’espulsione di Nocerino: «Mi è sembrata quanto meno frettolosa — dice il centrocampista — soprattutto se si considera la gestione dei cartellini nella prima parte della gara». Resta altresì la rabbia per la gestione dei cambi. Gli stessi che, in molte altre occasioni, hanno invece consentito alla Cavese di conquistare punti importanti.
RAMMARICO L´innesto di Volpecina chiamato su una fascia a lui non congeniale (la sinistra), a fronteggiare le folate offensive di Mounard, la scelta di lasciare Ercolano privo di appoggi, la rinuncia ad attaccare anche se in inferiorità numerica, magari con l’innesto di Tarantino. Resta infine la rabbia per quell’abbraccio tra il designatore Mattei e il presidente rossonero Capobianco: «Abbiamo semplicemente messo in risalto all’Ufficio indagini — dice il presidente Fariello — un fatto verificatosi sotto gli occhi stupefatti dei nostri dirigenti presenti in tribuna».
Fonte: Gazzetta dello Sport
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