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domenica , 25 Ottobre 2026
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Alfano:”Spero di segnare il gol che ci porterà in B”

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E´ il giocatore aquilotto tra i più acclamati dal popolo sportivo biancoblù. Gerardo Alfano è nel cuore dei tifosi da sempre. A contagiarli la sua capacità di gettare nella mischia fino all´ultima stilla di sudore, di non tirarsi mai indietro e di vivere intensamente il rapporto d´amore con la maglia che indossa. Gerardo Alfano, il Gattuso della Cavese, è un giocatore indomito: «Sono fatto così. Voglio dare il massimo sempre e a qualunque costo. Sento le sfide e mi immergo totalmente in esse. I tifosi e il loro calore fanno il resto». Gerardo Alfano tornerà insieme al capitano aquilotto Alessandro Tatomir a disposizione di Sasà Campilongo dopo il turno di stop per squalifica scontato nel derby con la Salernitana. Tornerà nel suo ruolo di centrocampo che tante soddisfazioni gli ha regalato. E a gioire sarà il suo pubblico. «Sono davvero commosso per il calore e l´amore che i tifosi di Cava mi tributano. Sono quasi intimorito da tanto trasporto. Ma non nascondo che mi fa piacere e mi dà la carica giusta per affrontare le fatiche domenicali». A proposito di fatiche è un vero e proprio motore diesel Gerardo Alfano. Inesauribile il venticinquenne giocatore di origini stabiesi, una spina nel fianco degli avversari per intere partite. Quest´anno trentuno le sue presenze e non solo di quantità. Quattro gol all´attivo in C1 non sono poca cosa. Lo scorso anno nel torneo di C2 stravinto dai metelliani ne aveva segnate sei e l´anno prima 3. Un crescendo di prestazioni che testimoniano la sua piena maturità di calciatore che ha avuto dopo l´esplosione alla Nocerina a cavallo degli anni 2000 il suo momento più alto di gloria in serie B con le tre presenze collezionate con l´Avellino nel 2003/2004. «Spero di fare ancora qualche altro gol e almeno eguagliare il mio score personale dello scorso campionato. Fare gol nei play-off sarebbe il massimo e se poi quei gol dovessero anche strascinarci verso l´obbiettivo promozione sarebbe meraviglioso». Gerardo è un piccolo, grande uomo. Un piccolo, grande calciatore. Con un cuore grande così. Un cuore ferito quasi a morte lo scorso anno per la tragica scomparsa dell´amico fraterno, compaesano e compagno di squadra Catello Mari. La rabbia “positiva” che ha gettato quest´anno nella mischia il centrocampista di Castellammare di Stabia è frutto anche di questo dolore. E l´accompagna ogni domenica nella sua avventura aquilotta ripresa da tre anni a questa parte dopo una prima esperienza a Cava nel girone di ritorno del torneo 2001/2002 in C2. A distanza di un anno da quella tragedia ogni qualvolta esce dallo spogliatoio biancoblù ed entra in campo l´emozione lo coglie. Poi però scioglie le briglie e guai ai vinti. Le lacrime le mantiene dentro per farle uscire solo alla fine quando insieme ai compagni e agli ultrà della curva sud intonano il coro per il leone scomparso. «Catello è con noi anche se non fisicamente. A lui dedico quello che di buono riesco a fare la domenica sul campo. In questi play off il pensiero andrà a lui sostenuti da quella frase che ci ricordava sempre: squadra allegra Dio l´aiuta».

Fonte: Il Mattino

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