“Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio, dei primi fanti il ventiquattro maggio; l´esercito marciava per raggiunger la frontiera per far contro il nemico una barriera! […] il Piave mormorò: Non passa lo straniero!”
Deve aver pensato alla leggenda del Piave il socio Ciro Amodeo dopo aver letto l´arbitro designato per la finale (Tommasi di Bassano del grappa). Mai trasposizione di versi fu più azzeccata per definire lo stato d´animo dei tifosi rossoneri. “Si, la tensione sta iniziando a salire ed il clima partita incomincia a farsi sentire -dice il socio Amodeo-. La società sta vivendo l´attesa come la città, gli addetti ai lavori ed i tifosi. Tutti si sentono coinvolti perchè è una partita importante”. Allora spazio a scaramanzie e talismani, roba che nel calcio, da sempre, la fa da padrone. “Come si dice…non è vero ma ci credo -sorride il socio-. Qualche rito propiziatorio si fa sempre, tipo mettere gli stessi vestiti , la stessa camicia, ripetere quelle piccole cose che si fanno normalmente facendole diventare dei riti. Ma non bisogna attaccarsi solo a questo, la fortuna bisogna crearsela. Aiutati che dio ti aiuta dice un proverbio”. Sotto con il calcio che, ancora per un giorno sarà parlato, per poi lasciare lo spazio a quello giocato. In settimana tanti i commenti in casa campana che designao il Foggia come avversario inferiore e battibile:”Potrebbe essere vero, ma anche loro lo sono. La verità è che sarà una partita difficile per entrambe. Le due squadre stanno vivendo il medesimo stato psicologico e la stessa attesa spasmodica”. Difficile se non impossibile risulta capire cosa accadrà in campo. Più facile sembra ipotizzare quale potrebbe essere il motivo della gara:”Loro dovrebbero partire svantaggiati per il risultato di andata ma il vantaggio si annulla per il fattore campo che sarà a favore loro. Di certo rispetto alle partite contro la Cavese cambierà l´approccio. non mi Aspetto un avellino frenetico alla ricerca del gol. Ne devono segnare solo uno ed hanno a disposizione novanta minuti. Noi, di contro, non dobbiamo chiuderci e giocare la partita perchè abbiamo a disposizione 120´ di gioco”. Giunti alla fine di una stagione, nell´impossibilità di trarre un bilancio definitivo, e soprattutto nell´impossibilità di vaticinare con esattezza il risultato finale, Amodeo prova a vestire i panni dell´avvocato in un ipotetico processo, perorando la causa del Foggia adducendo i motivi secondo i quali i rossoneri meriterebbero di non uscire:”Perchè ci siamo noi, voi giornalisti e soprattutto i tifosi. Perchè poche città possono vantare un simile tifo, una simile passione come quella dei nostri sostenitori”. Tifosi tra i quali si accomodano, a pieno diritto anche i soci del Foggia:”Siamo innamorati del Foggia come loro, anzi, sapete cosa vi dico? Se tutto va come speriamo…lo faccio anche io il bagno nella fontana”. Si chiude con questa promessa che sa di pegno l´intervista con il socio Amodeo, sperando che, come diceva nelle ultime righe “La leggenda del Piave” sopra citata, “Indietreggiò il nemico fino a Trieste fino a Trento, e la Vittoria sciolse l´ali al vento!”.
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