E´ un destino curioso quello di Andrea Bricca, calciatore di sostanza, instancabile rubapalloni, generoso e di cuore, capitano, jolly prezioso in grado di giocare praticamente ovunque e anche ragazzo a posto, senza grilli per la testa e senza mai un´alzata di voce. Bricca nella sua pluriennale militanza amaranto ha ricoperto quasi tutti i ruoli: terzino destro e sinistro, mediano, esterno di centrocampo. Gli manca di fare il centravanti e il portiere e poi avr� chiuso il cerchio. Bricca, suo malgrado, da un anno in qua viene sempre tirato in mezzo alle polemiche. Dipendesse da lui, le scanserebbe come la peste, ma va a finire che ci si ritrova in mezzo. Nel 2008, pi� o meno in questo periodo, il presidente Mancini, che la gestione tecnica di Cuoghi proprio non la reggeva, se ne usc� con un proclama chiaro e forte: “Bricca non pu� stare in panchina, Bricca deve giocare”. Era il periodo in cui l´Arezzo utilizzava il 4-3-3, con Beati, Togni e Miglietta a met� campo. Bricca, un po´ imbarazzato, non volle commentare e continu� a fare quello che aveva sempre fatto: allenarsi e mettercela tutta. Poi, in effetti, nella parte finale della stagione fu utilizzato con continuit� sia da Cuoghi che da Fraschetti. Adesso, a distanza di dodici mesi, ce n´� stato un altro di proclama presidenziale, ma di tenore opposto al precedente. Insofferente alla gestione tecnica di Cari, Mancini ha pi� volte esternato che “Bricca terzino non ci pu� giocare”. La sortita � stata decisamente pi� singolare, visto che Bricca da luglio in poi era diventato uno dei punti di forza della squadra. Spostato in difesa per causa di forza maggiore, dato che l´Arezzo un terzino destro non l´aveva, Bricca aveva preso confidenza con il ruolo, fino a interpretarlo con disinvoltura ed efficacia. Fatto sta che, contrariamente alla logica, proprio l´utilizzo del capitano in quella posizione ha rappresentato il pomo della discordia con Cari, che alla fine ci ha rimesso la panchina. E ora, con Matute in ripresa e Beati di nuovo a disposizione, c´� la possibilit� che Bricca completi il suo percorso infernale, arrivando fino alla panchina. Ieri Ugolotti lo ha provato con la squadra sparring partner, opposta a quella dei probabili titolari. Magari � stato solo un esperimento, magari dopodomani Bricca sar� regolarmente in campo con la fascia al braccio. E il punto non � nemmeno che Bricca debba giocare per forza, ovvio. Semmai fa specie che l´Arezzo perseveri lungo la linea del masochismo: quando i problemi ce li ha, li gestisce con una certa improvvisazione (vedi il caso Terra). E quando non ce li avrebbe (vedi il caso Bricca), se li crea ad arte. Anche questa � una delle tante stravaganze che ricorderemo a corredo di un´annata decisamente sopra le righe.
Fonte: amarantomagazine.it
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