Sfoglia la margherita, Vavassori. Biancolino resta un rebus, il petalo determinante che però rischia di mancare alla corolla dell’Avellino nell’appuntamento decisivo della stagione. Davvero sfortunato l’Avellino. Ora che Vavassori era riuscito a far quadrare il cerchio risolvendo, con la complicità della rosa i problemi piccoli e grandi che hanno contrassegnato questa delicata fase di avvicinamento alla B, ecco il macigno pronto a rovinare sui lupi. La scarmanzia in momenti come questi non ripaga, la calma e la concentrazione, sì. Sono queste in effetti le uniche ”armi” che in queste ore decisive l’Avellino tutto, dalla società ai calciatori, dovrà mettere in campo. Dove per ora, sembra dover mancare il ”pitone”. Fa gli scongiuri la piazza che agogna la sua danza sinuosa; un rituale eseguito davanti alla bandierina del calcio d’angolo ad ogni gol siglato. Ai 24 realizzati quest’anno ne occorre un altro che sugelli il grande ritorno in B. Fosse lui a firmarlo, i diecimila in biancoverde che domenica affolleranno il Partenio, impazzirebbero. Ma il condottiero di questa cavalcata lunga, accompagnata da trionfi ma anche da cadute nelle polvere ed oggi, alle soglie della battaglia finale diventata estenuante soprattutto sotto il profilo psicologico, rischia però di non esserci. O, magari, di dare una disponibilità part-time. Oggi Biancolino rientra da Cesenatico, ma la medicina non può far miracoli. Per il suo ginocchio ballerino e sfortunato, allorchè uno stacco aereo nella ricaduta provocò un problema alla caviglia sinistra con conseguente interessamento dell’articolazione investita da un versamento di sinovia, i tempi di recupero potrebbero non bastare, nonostante l’ausilio di cure idonee. Sarebbe sciocco ora inscenare il valzer delle responsabilità tra Vavassori che vorrebbe utilizzarlo ma che per farlo deve verificare con lo staff medico le reali condizioni del giocatore e questi, che vorrebbe a tutti i costi giocare, ma che, obiettivamente non può mettere a rischio il campionato futuro. E poi. c’è da considerare che l’inattività fisica forzata di nove giorni, ha ridotto di gran lunga il tono muscolare e, quindi, la forza del calciatore che è arma letale per le difese avversarie. Ma Biancolino vuole spingere all’inferno i stanelli, o mal che vada, contribuire a farlo in parte. Potrebbe giocare, dunque, metà tempo? Lo si scoprirà tra oggi e domenica. Continuano intanto gli allenamenti a porte chiuse. Vavassori. parrebbe intezionato a schierare una difesa a quattro, temendo le ripartenze di Salgado e soci sulle fasce. Ma alcuni problemi d’infermeria, si spera risolvibili, intorbidiscono le acque della finalissima. Si conta di recuperare Garzon che mercoledì ha rimediato un pestone (piede gonfio); Porcari (problema ad un adduttore); Riccio (vecchi acciacchi). Mediana con Porcari (se recupera) e Di Cecco centrali, Moretti a sinistra e Grieco a destra con Biancolino ed Evacuo davanti? Modulo che diventerrebbe un 4-3-1-2 nel caso di forfait del ”pitone”, con Rivaldo a destra e davanti la coppia Evacuo-Grieco.
© 2007, CALCIOFOGGIA.IT. Tutti i diritti riservati.
È vietata la riproduzione, distribuzione, modifica, pubblicazione, trasmissione o qualsiasi altro utilizzo, totale o parziale, dei contenuti di questo sito senza previa autorizzazione scritta dell’editore.




