CHI HA FATTO BENE E CHI NO: PIETRO IEMMELLO

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scritto da Piero Colangelo
Match Analyst FIGC, SICS , PANINI
Allenatore UEFA B
Osservatore Scout R.O.I.

Tra i calciatori più discussi e criticati, protagonisti dello sciagurato campionato condotto dal Foggia, vi è certamente Pietro Iemmello. Il ritorno di “Re Pietro”, sino a qualche tempo fa indiscusso beniamino dai tifoso foggiani per effetto dell’attaccamento dimostrato in più occasioni ai colori rossoneri durante e dopo la gestione De Zerbi, è stato una delle più cocenti delusioni patite dai supporters rossoneri. Era forte la convinzione che il ragazzo di Catanzaro Lido avrebbe fatto rivivere nella sua città di adozione le prodezze di qualche anno fa.
Complice un serio infortunio al ginocchio che lo aveva frenato per gran parte della stagione a Benevento a cui si è aggiunta una successivamente patologia a livello cardiocircolatorio che aveva fatto temere anche il peggio per il proseguo della sua carriera, Iemmello, pazientemente atteso dai tifosi foggiani per tutto il girone di andata, ha mostrato anche nella seconda parte del campionato rari sprazzi delle sue considerevoli capacità tecniche.
A fine stagione sono stati in tanti a chiedersi se Iemmello sia davvero un calciatore degno di grandi palcoscenici o se, invece, è solo un attaccante con evidenti lacune caratteriali e tecnico – tattiche tali da consentirgli, al massimo, onesti campionati nella seconda serie.
Se si analizza con attenzione lo score della sua carriera, si rileva come Iemmello abbia messo in mostra il meglio del suo repertorio solo in C, a Foggia, sotto la guida di De Zerbi. Per il resto tanta panchina e poche luci in serie A con il Sassuolo e prestazioni opache con il Benevento, anche sotto la guida dello stesso De Zerbi.
Le qualità tecniche del ragazzo di Calabria furono notate da alcuni osservatori della Fiorentina e Iemmello, sin dall’età di 14 anni, si trasferì sulle rive dell’Arno, mettendosi in evidenza in tutte le rappresentative giovanili, tanto da essere chiamato anche in quelle nazionali, dall’under 17 all’under 19.
Il passaggio al professionismo avvenne a 20 anni nelle file della Pro Vercelli dove spesso faceva coppia con un altro attaccante che successivamente avrebbe vestito la maglia del Foggia: Di Piazza. Nei primi due anni in Piemonte si possono contare un buon numero di partite e di goal. Ma dopo una breve parentesi a Novara, il ritorno a Vercelli non fu dei più positivi, con prestazioni sempre meno convincenti.
La svolta della sua carriera la si è avuta a Foggia, negli anni dal 2014 al 2016 , una quarantina di goal e l’attenzione di squadre di prima divisione.
Il Sassuolo pagò una cifra importante per l’acquisizione del suo cartellino dallo Spezia, ma nonostante l’opportunità di poter giocare molte partite, essendo la squadra emiliana impegnato anche nella Premier League, Iemmello ha sfruttato male le occasioni concessegli dal tecnico Di Francesco, riuscendo a giocare in tutto 17 partite, ma solo tre dall’inizio, segnando 5 reti. Il resto è storia recente.
Calciatore di indubbie qualità tecniche, mostra un dominio della palla e destrezza fine da elemento di categoria superiore. Ama essere servito sulla figura e non attaccare lo spazio poiché non è dotato di una particolare progressione. Bravo nel legare il gioco venendo incontro al portatore di palla ed in possesso di una buona visione di gioco e precisione nel passaggio lungo. Non si dimostra però particolarmente abile nel far salire la squadra in quanto non sempre esce vincente nei duelli aerei ed i corpo a corpo con il difensore.
Scarsamente efficace è la sua pressione sul difensore avversario in possesso di palla e spesso appare poco cattivo nei contrasti . Non sempre puntuale nel trovare lo smarcamento diretto a creare maggiori linee di gioco per il portatore di palla.
Bravo nell’attaccare la porta, ma non altrettanto nelle conclusioni aeree . Più di una volta ha mostrato scarsa freddezza sotto porta.
I dati statistici sul calciatore confermano quelli che sono i suoi punti forti e deboli: quest’anno Iemmello ha disputato 26 partite, ma ben 8 volte da subentrato, segnando 7 goal.
Di positivo nel suo score è la percentuale di precisione nelle conclusioni nello specchio della porta con 52,5% , che lo pongono al terzo posto, alle spalle di Simy 55,74 % e La Mantia 55,22 %, ma davanti al bomber principe Donnarumma 50%.
Meno bravo nei colpi di testa indirizzati nello specchio della porta. Solo 12 nell’arco dell’intero campionato, tanto da finire al ventunesimo posto tra gli attaccanti della cadetteria.
Al secondo posto per pali e traverse colpite, ben 3.