Crotone, fra ambizioni e crisi societaria

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Il Crotone ha ripreso ieri la preparazione per la sfida al Foggia, ultimo impegno del 2008 e big match della diciassettesima giornata. L´undici di Moriero � reduce dal pari acciuffato in extremis a Perugia grazie al gol in mischia di Pacciardi, bravo a sfruttare una dormita della retroguardia umbra quando sugli spalti gi� si festeggiava la vittoria. I pitagorici non attraversano un momento entusiasmante: il successo manca dal 9 novembre, quando Basso e soci faticarono pi� del lecito per aver ragione di un Lanciano ridotto in dieci gi� in apertura di gara. Da allora tre punti in cinque partite e due brucianti ko di fila con Arezzo e Gallipoli, dirette concorrenti alla promozione. I rossoblu sono comunque al quarto posto con ventisette punti, uno in pi� del Foggia. Se non � uno spareggio la partita di domenica si presenta come scontro cruciale in chiave playoff.
Fin qui le note tecniche e statistiche; ma la stagione dei calabresi � stata finora condizionata anche dal caos societario. Dopo quindici anni il presidente Vrenna ha deciso di mollare; il club annega nei debiti e da mesi i calciatori non percepiscono stipendio. Una situazione che il presidente Gualtieri, uomo vicino alla vecchia propriet�, sta cercando di gestire e tamponare ma che alla lunga rischia di compromettere la stagione.
La piazza non gradisce: a dispetto dell�ottimo rendimento interno gli spalti dell��Ezio Scida� presentano larghi vuoti anche negli incontri di cartello. Sono serviti a poco gli appelli di Gualtieri e il recente sfogo di Moriero, che si � detto �pi� che deluso, incazzato� con un ambiente descritto al suo arrivo come caloroso e passionale e dimostratosi invece tiepido, ai limiti dell�indifferenza. Sapremo domenica se il Foggia e la prossimit� delle feste natalizie sapranno spronare un pubblico stanco di vivere nell�incertezza.
In definitiva Crotone-Foggia � un incontro carico di spunti interessanti. Forse troppi per il Casms, che ha pensato bene di eliminarne uno utilizzando l�ultimo precedente, vecchio di quasi cinque anni, come pretesto per vietare ai supporter rossoneri una trasferta che non sarebbe stata certo un esodo di massa. Un provvedimento� eccessivo? Paradossale? Grottesco? Sempre pi� arduo scegliere gli aggettivi. Ci si pu� solo augurare che il proibizionismo � una misura storicamente fallimentare, senza eccezioni � finisca presto. Adda passa� �a nuttata�

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