Da Dalt ed internet, il Foggia sbarca in Nigeria

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Internet non è solo velocità di informazione e lavoro, ma anche un modo per ridurre le distanze tra persone lontane. Questo Franco Da Dalt lo sa bene, costretto per ragioni di lavoro a vivere lontano dalla famiglia. Al nord, più precisamente a Treviso, vivono la madre e la sorella, una lontananza che, in termini di chilometri, risulta ridicola a confronto della distanza che lo divide dal padre, impegnato in Nigeria su una piattaforma petrolifera. Proprio internet, però, e nel suo piccolo il sito Calciofoggia.it hanno permesso un virtuale ricongiungimento. “Ho fatto appassionare al Foggia anche i miei colleghi inglesi e scozzesi –ci scrive in una mail Gianni Da Dalt-, seguiamo sempre i rossoneri attraverso internet anche dalla Nigeria”. Il giovane trequartista conferma: “So che mio padre mi segue sempre via internet e si informa sull’andamento del campionato. Non ci vediamo da un po’ di tempo, più precisamente dal lunedì dopo Perugia. Lui era salito a Treviso per una vacanza e come sempre quando torna siamo andati a cena insieme trascorrendo un po’ di ore felici. Purtroppo per ragioni di lavoro siamo costretti a vederci molto poco e confesso che mi manca. E’ proprio lui che mi ha trasmesso la passione per il calcio e per l’Inter, squadra di cui è un grande tifoso”. Proprio alla compagine nerazzurra sono legati alcuni ricordi del padre. “Da piccolo – continua Franco – ho fatto l’Inter campus ed ho avuto modo di vedere alcune partite a San Siro e quindi di “legarmi sentimentalmente” al club nerazzurro, anche se, seguo con attenzione anche il Boca Juniors, la mia squadra preferita in argentina”. La distanza che divide Da Dalt dalla famiglia paradossalmente è stata una delle richieste formulate in sede di mercato dal giovane trequartista: “Non avevo mai giocato così a sud e volevo fare questa esperienza. Poi quando ho saputo che il Foggia mi cercava non ho esitato un attimo. La storia del Foggia è nota a tutti. Prima di firmare ho parlato con Marchini, un mio ex compagno di squadra alla Triestina che ha giocato allo Zaccheria con la maglia della Torres e lui mi ha raccontato lo straordinario calore della piazza”. Una scelta che ha confermato la sua bontà all’interno dello spogliatoio: “Questo è davvero un bel gruppo. Si scherza sempre anche grazie alle battute di Dall’Acqua e Salgado. Sono loro che trovano sempre le parole per risollevare il morale del gruppo. Proprio con il centravanti cileno trascorriamo molto tempo con la play station sfidandoci ad un simulatore di calcio. Chi vince più spesso? Diciamo che siamo entrambi bravi. E’ difficile individuare il più serio all’interno di uno spogliatio così, ma forse chi parla un po’ meno è Zanetti, sempre un po’ sulle sue. Quando non è calciatore invece ha tre passioni: “I film, la musica da discoteca ed il golf. Al cinema sono stato recentemente per vedere il film di De Sica, mentre l golf, purtroppo, qui a Foggia non posso praticarlo. A Treviso ci Giocavo spesso, – sorride la punta italo argentina- e sono anche abbastanza bravo”. La carriera di Franco è appena agli inizi e promette un luminoso futuro ma cosa sarebbe sarebbe successo se non fosse diventato calciatore? “Probabilmente avrei lavorato nel campo dell’informatica, oppure su una piattaforma petrolifera…seguendo le orme di papà”.

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