Sono ventidue gli allenatori che, finora, hanno vinto i play off. Alcuni di essi sono saliti nelle categorie superiori a lustrare il blasone guadagnato con simili eccezionali imprese. Ecco qua i più famosi: Luigi Radice nel Monza 1996-97; Delio Rossi nella Salernitana 1993- 94; Luciano Spalletti nell´Empoli 1995- 96; Luigi Del Neri nella Ternana 1997-98; Marco Tardelli col Como 199394. Quella di Tardelli fu un´impresa eclatante perché era arrivato quinto nella regular season e buggerò la Spal nella finalissima di Verona.
“Giungemmo al confronto con la Spal dopo aver gestito al meglio le ultime giornate di campionato – ricorda Tardelli – la freschezza atletica e mentale furono le nostre armi vincenti”.
Già: vigoria fisica e nervi saldi. Lo assicura Castori che battè il Lumezzane, in gara-due del 2003-04: “Questo tipo di partita si vince sfruttando un´accurata condizione fisica e mentale. Nonostante il finale infuocato di quella partita, che mi è costata la nota squalifica, il Cesena riuscì a dimostrarsi più forte in simili componenti”. Sulle quali insiste anche Carlo Florimbi, promosso con il Messina nella stagione 2000- 01: “E´ avvantaggiato chi riesce a governarsi a livello nervoso. Al di là dei contenuti puramente tecnici, infatti, questo è un match che privilegia gli aspetti emotivi”.
Ci sono allenatori che sono riusciti a vincere i play off due volte: Fabio Brini con l´Ancona 1996-´97 e 1999-´00; Ivo Iaconi col Frosinone lo scorso anno e nel 2002-´ 03 col Pescara; infine l´altro Iaconi, Osvaldo, col Castel di Sangro nel 1995-´96 e col Savoia nel 1998-´99 (nella classifica finale era giunto quinto, come Ezio Rossi con la Triestina 2001-´02).
Fra le protagoniste delle finali di domenica prossima figura ancora una volta l´Avellino. Fu Francesco Oddo, nel 2004-´ 05, a firmare l´ultima promozione in B degli irpini liquidando un´avversaria illustre come il Napoli ed è quindi il più indicato a dare un consiglio a Vavassori che, per parte sua, già conosce bene i play off per averli sperimentati vittoriosamente col Genoa una stagione fa: “L´esperienza, in questo genere di partite, conta moltissimo e l´Avellino, con Vavassori in panchina, parte con la sicurezza di poter amministrare saggiamente i propri mezzi per sfruttare il vantaggio della classifica della regular season”.
Tutto bene, tutto giusto. Ma a contare molto è anche il gruppo e la sua consistenza morale. Ad esemplificare il concetto è Ezio Glerean che, nel 1999-´00, vinse la finale a sorpresa con il Brescello: “Scendemmo in campo potendo anche pareggiare per essere promossi. Ma il Brescello, che già aveva liquidato il Pisa all´ultimo minuto della semifinale-due, andò in vantaggio e riuscimmo a raggiungerlo solo a tempo scaduto. Fu nei supplementari che prevalemmo proprio perchè fu decisiva e determinante la volontà del gruppo e la sua solidità e compattezza caratteriale”.
Uno che è riuscito a vincere la sua finale con autorità, sfoggiando grande gioco sia nella gara d´andata che in quella di ritorno fu Ezio Gustinetti (Albinoleffe 2002-03) contro il Pisa: “Bisogna giungere alla partitissima con la testa sgombra e le gambe toniche per mettere in campo quanto è stato preparato. Noi lo facemmo e vincemmo con pieno merito pur dovendo combattere anche contro 10.000 pisani che erano saliti a Bergamo”. Sull´aspetto tattico punta Loris Dominissini, che, con il Como, battè il Livorno nel 2000-01: “E´ importante saper leggere la gara. Impostarla tatticamente con massima cura dei particolari è addirittura fondamentale soprattutto per la squadra che deve sfruttare il vantaggio che si porta dietro dalla classifica finale del campionato”.
Fonte: Corriere Dello Sport
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