Ecco le parole di Gennaro Casillo, Giuseppe De Vitto, Bellisario Masi e Aristide Guerrasio nella conferenza stampa odierna.
Gennaro Casillo:
“Ringrazio la Fondazione nelle persone di Sario ed Aristide e tutti gli avvocati che hanno lavorato. Ringrazio sempre Giuseppe ed Antonio De Vitto per avere la mia stessa sana follia di portare avanti questo progetto ambizioso.
Noi abbiamo avuto coraggio. Sono giorni che eravamo in fibrillazione. Abbiamo avuto tanti attestati di persone che vogliono partecipare. Vorremmo fare qualcosa di comune, rendendo partecipi tutti. Vedremo cosa succederà più in là, ora l’obiettivo è salvare la squadra.
Era un sogno essere qui. Quello che ha fatto papà è irripetibile e non si può riscrivere. Dobbiamo partire con le nostre idee, senza vivere di ricordi. Dobbiamo far tornare tutti ad essere partecipi. Dobbiamo lavorare bene. Senza fretta di stravincere, vincere, ma con equilibrio e programmazione.
Il Commissario deve verificare l’onorabilità di qualsiasi tesserato prima di poterlo ufficializzare.
L’idea della consulta o comitato è quella di rendere partecipi tutti coloro che amano il Foggia. Noi abbiamo iniziato la trattativa per noi, poi è un’idea che va elaborata meglio. Volevo ringraziare Nicola Canonico e la sua famiglia per come si è svolta l’operazione. Ieri dopo tante ore abbiamo sorriso tra di noi e lo ringrazio. Credo lui abbia capito che persone siamo e sia felice di aver lasciato a noi.
Qualcuno nell’organigramma entrerà. Questa mattina ho conosciuto il mister e parlato con il DS. L’allenatore è bravo e abbiamo massima fiducia in lui, così come collaboreremo con Musa. Dobbiamo essere operativi su tutto: marketing, comunicazione, biglietteria. Abbiamo quindici giorni da lavoro, ma conta tantissimo domenica.
Poi si penserà per giugno. Abbiamo già delle idee, ma viene prima il presente.
Dopo aver incontrato il Mister ci siamo presentati alla squadra. Li ho visti carichi e motivati. Ho spiegato loro cosa sia lo Zaccheria, perché alcuni non l’avevano mai visto.
L’Heraclea è il nostro gioiello e bisogna rispettare quello che abbiamo fatto. Ora siamo qui e parliamo del Foggia, ma anche l’Heraclea domenica ha una partita importante.
L’incasso va alla Calcio Foggia 1920 srl, che è la società di cui stiamo procedendo all’acquisto. Non vanno direttamente a Canonico, così come non andranno direttamente poi a Casillo e De Vitto.
La Serie C è diversa dalle categorie inferiori. In passato abbiamo vinto, ma c’è tanto altro dietro la vittoria. Abbiamo sicuramente commesso errori, ma abbiamo sempre agito. Vogliamo mantenere l’equilibrio: il Foggia è organizzazione e progettazione. Per me Foggia è tra quelle fasce di squadre che sono seconde solo a quelle importantissime di Serie A.
Sul mercato non facciamo i direttori. Sappiamo che la squadra ha bisogno di qualcosa e sarà fatta. Una condizione del preliminare è quella di intervenire. C’è rischio sportivo e lo sappiamo. Non è l’inizio del campionato. Oggi ho visto i ragazzi carichi.
Credo che domenica recupereremo già il dodicesimo uomo. Sono sicuro che saranno al nostro fianco e a quello dei ragazzi, che necessitano il supporto.
Non ci dobbiamo confrontare con i predecessori perché ognuno ha i suoi modi. Vogliamo lavorare. Questa è un’azienda a km 0. Uno si sveglia la mattina e sa che c’è il Foggia con gli obiettivi di raggiungere. Chi ci ha visto nelle nostre esperienze, sa come siamo. Mettiamo sempre passione, determinazione e serietà.
La situazione dell’Heraclea non ha inciso. Non è mai facile vincere e in D vince solo una squadra. L’accelerata c’è stata ma non era programmata. C’è stata un’apertura a determinate condizioni. Noi siamo imprenditori e abbiamo capito che l’operazione si potesse fare.
Le esperienze che ho avuto anche tramite papà mi aiutano. So che i tifosi bisogna essere chiari e onesti da subito. Sappiamo che non dobbiamo promettere cose che non vengono portate al termine. Credo che la tifoseria capirà e apprezzerà il nostro lavoro. I tifosi sono la nostra forza. Penso che domenica vedremo qualcosa di epocale dopo tanto tempo.
A dicembre ci credevamo ma eravamo anche un po’ scettici, essere qui oggi è una grande emozione.
Ringrazio le nostre famigli e le nostre mogli che ci sopportano e supportano.
Il Foggia non deve essere considerato solo di Gennaro e Giuseppe. Non ci stiamo dando tempo per il progetto. L’organizzazione ci darà punti, come come il centro sportivo. Vogliamo avere unione di intenti con tutta la città e credo che riusciremo a fare qualcosa. Noi dobbiamo porci obiettivi giorno per giorno.
La vicinanza di Pino Di Carlo è stata importante. Lo conosco da tempi di mio padre.
Giuseppe De Vitto:
“Abbiamo acquisito Foggia perché amiamo Foggia e la provincia. Viviamo in questo territorio, l’amiamo e lo dimostriamo tutti i giorni. Deve essere una sfida non solo di Giuseppe e Gennaro ma di tutti. Il Foggia deve essere di tutti. Con comunicazione e trasparenza dobbiamo renderlo possibile. Vogliamo creare un modello Foggia, unico da cui si deve partire.
La squadra necessita di rinforzi. Abbiamo preso un grande rischio sportivo e siamo determinati ad intervenire subito sul mercato, provando già da domani a fare la prima operazione. Siamo sulla stessa strada, difficile, ma vogliamo portare risultati importanti già da subito.
Per i biglietti torneremo agli standard del passato.
Per gli abbonamenti non sarà possibile perché ci saranno dei lavori da fare allo stadio.
Mi associo ai ringraziamenti alla Fondazione, a Sario ed Aristide, perché non era facile e la Fondazione può essere luogo di aggregazione.
Da quello che ci dice il Comune, a breve sarà disponibile il Croci Nord e vogliamo riportare il Foggia in città, vicino al calore della gente. Le aziende funzionano quando le si vive.
Voglio precisare in maniera chiara e concreta che l’Heraclea è una creatura creata da me e Gennaro e quando gli dissi di questo progetto mi rispose presente, così come io e mio padre abbiamo risposto presente quando Gennaro ci ha chiesto del Foggia. L’Heraclea continuerà ad esistere e continuerà a dare soddisfazioni e far parlare della provincia, lo devo ai miei concittadini che mi sono stati vicini nei bei momenti ma soprattutto anche in quelli brutti.
Fondamentale è la sinergia con le istituzioni. Abbiamo incontrato la Sindaca e Piemontese, abbiamo detto loro che la politica è importante e che da parte nostra ci sarà la massima collaborazione. Credo che il nostro progetto sia stato capito.
Vogliamo dare un messaggio di unione, di collaborare, di volere il bene del Foggia, stando vicino. Per noi il tifo è fondamentale e vogliamo avere sempre un rapporto di sincerità e trasparenza.
Siamo ragazzi determinati e umili. La mattina alle 6:30 siamo sul posto di lavoro e penseremo al Foggia e all’Heraclea sempre.
Con l’Heraclea ci siamo distinti per questioni sociali, come permettere ai ragazzi delle nostre giovanili di fare corsi gratuiti di inglese. Credo che anche queste cose vadano fatte.
Bellisario Masi:
“La Fondazione è presente con Casillo e De Vitto che sono due soci della Fondazione. Giustamente prima avevamo il controllo delle giovanili, che era un’anticamera di quello che poteva essere il progetto.
L’idea di poter realizzare un desiderio dei tifosi foggiani c’è sempre stata. Il momento è stato favorevole per riuscirci e abbiamo trovato chi potesse farlo. Sapevamo che non sarebbe stato facile. Nelle diverse frequentazioni con Gennaro e Giuseppe ci siamo sempre ripetuti che sarebbe stato bello ridare il Foggia ai foggiani e vedere i tifosi allo stadio, dando un’iniezione di fiducia a questa città, alla provincia, al tessuto imprenditoriale. Abbiamo registrato all’interno della Fondazione questo coraggio inedito in questa situazione complessa. La situazione non è solo “prendo il Foggia”, ma ci sono oneri. Loro hanno mostrato un sentimento molto profondo nel soddisfare questo sogno. A fine novembre mi sono detto “tentiamo”. Mi sono mosso per questa città. Ho incontrato Nicola Canonico, che conosco al di là del calcio. Per realizzare qualcosa di positivo bisogna conoscere le due parti e avere la capacità di mediare. Ho detto a Canonico che volevo che mi guardasse negli occhi, senza bluffare, senza “politichese”, e gli ho chiesto se volesse vendere. Lui mi ha risposto di sì. La prospettiva era incoraggiante, quindi ho parlato con Gennaro e Giuseppe. Per me uno dei motivi per cui il tentativo poteva andare a buon fine era la riservatezza sulla trattativa. Siamo andati avanti tra alti, bassi, dubbi e perplessità, finché all’inizio di dicembre la Fondazione ha fatto partire una manifestazione di interesse. Ci è stato risposto positivamente e abbiamo lavorato sulla proposta di acquisto, guardando pagina per pagina tutto, che ci è stato consegnato in maniera molto trasparente. Abbiamo dovuto dire bugie per tenere tutto nascosto, poi abbiamo dato un’accelerata subito dopo Natale per poter dare modo alla società di fare le operazioni di mercato, rimodulando il progetto sportivo. Abbiamo trovato la disponibilità di Nicola Canonico, è stata un’elaborazione delicata anche dal punto di vista amministrativo, per avere da ambo le parti le giuste garanzie su ciò che si andava a pattuire. Ringrazio chi è intervenuto, i professionisti di Canonico e nostri. Ci sono stati momenti difficili, ma con molta caparbietà siamo riusciti a chiudere questa cosa. Ieri, sapete tutti, dopo dodici ore dal notaio Pascucci, che ringrazio per la pazienza e disponibilità, abbiamo posto le firme sugli atti che sono chiarissimi e sono stati trasmessi all’Amministratore Giudiziario e al Tribunale. In questo percorso non c’è stato coinvolgimento dell’Amministratore Giudiziario perché non è previsto e chiarisce solamente le disposizione. Attendiamo nei quindici giorni un parole che, secondo me, non può che essere favorevole. Siamo soddisfatti di condividere la gioia con i tifosi di poter tornare allo stadio. Ora ci vuole massima tranquillità e serenità. Da questa conferenza ci metteremo giù con la testa per mantenere gli equilibri giusti.
Gennaro Casillo è tesserato per il Calcio Foggia 1920 che riceve dal Socio Unico un mandato delega per effettuare le operazione.
Sul costo dell’operazione, al momento c’è riservatezza perché, capite bene, sono anche al vaglio del Tribunale di Bari. Riteniamo per una questione anche etica e di rispetto non divulgare questo aspetto. Magari dopo la conclusione dell’iter procedurale, se la proprietà riterrà opportuno far conoscere questo aspetto economico, lo farà. Credo che però non sia una cosa che possa essere importante per far aumentare l’entusiasmo.
Ci sono stati due momenti di sconforto e topici in cui sembrava stesse per saltare tutto. Alcuni argomenti tracciano una condizione di intransigenza su certi principi e sono momenti che nel passato hanno caratterizzato anche alcune vicissitudini nella gestione del Calcio Foggia 1920. Ci siamo sempre preoccupati che si potesse trasferire la proprietà nelle mani di Gennaro e Giuseppe in maniera di poter lavorare nella maniera più serena possibile. Sono stato circondato da soggetti che forse non ci credevano più, ma mi sono un po’ sorpreso, pazienza e perseveranza hanno fatto invece la differenza. Quando hai davanti un obiettivo che vuoi raggiungere con la passione si trova la differenza.
La continuità dà anche credibilità del progetto spesso. C’è un esempio di continuità oggi che è quella che nelle ultime file di sala stampa che è la sintesi del tessuto imprenditoriale della città e provincia: la presenza di Pino Di Carlo è importante per dare certezza di continuità al progetto.
Aristide Guerrasio:
“Ieri è stato firmato un contratto preliminare di vendita delle quote. Fatta anche la bozza del definitivo. Il preliminare alle volte è anche più completo del definitivo. Non è stato possibile fare già il definitivo perché, come già spiegato da Chionna, bisogna attendere l’ok del Tribunale di Bari. Stamattina è stato mandata la documentazione al Tribunale di Bari con riscontro che dovrà arrivare entro 15 giorni. Il Tribunale non fa valutazioni sulla contrattazione, ma sull’onorabilità e la sostenibilità economica del gruppo subentrante. Ovviamente gli acquirenti hanno bisogno di poter operare sul mercato, quindi si è ritenuto opportuno trovare una soluzione per poterlo fare, con un mandato abbastanza pieno per quanto riguarda la campagna acquisti e la determinazione della modalità dei biglietti. L’intervento del Professor Chionna è stato solo di chiarimento.
Un’operazione del genere è molto onerosa. Inutile girarci intorno. Al mio parere oggi non possiamo metterci a parlare di tecnicismi. L’aspetto più importante è vedere l’emozione delle persone ieri dopo il rogito e oggi. Credo che come città e comunità ci siamo riappropriati di una delle cose più importanti e su questo dobbiamo andare avanti. Un grande Foggia non si può fare solo attorno a Gennaro e Giuseppe, ma bisogna tutti collaborare, remando verso la stessa direzione. Solo allora si potrà avere una nuova alba o era.
Pino Di Carlo:
“Le cose fatte da Gennaro e Giuseppe, dalla Fondazione, possono sembrare una cosa scontata ma non è così. Per avere prospettive ci vuole un modello. anche I tifosi hanno civilmente disertato lo stadio per esprimere dissenso. Sognare è lecito per tutto ma bisogna farlo con i piedi per terra. Con l’aiuto del tessuto imprenditoriale si può fare tanto. Gli imprenditori foggiani, quando vedranno il progetto serio, daranno una mano certamente. Loro sono la punta di diamante di tutto questo. Hanno messo amore, ci hanno messo la faccia. Ringrazio anche Antonio De Vitto che è una persona determinante e determinata. Deve essere l’inizio di un nuovo percorso di tutta la collettività. Oggi dobbiamo prendere atto che sta iniziando una nuova era. Non ho meriti, voglio solo stare vicino al Foggia perché voglio bene alla mia terra e alla mia squadra. Abbiamo tanti difetti ma abbiamo una cosa che nessuno ci potrà togliere: essere tifosi del Foggia. Con qualsiasi persona che ci ferma, parliamo del Foggia e questo è un patrimonio che va capitalizzato. Non essere andati allo stadio a vedere la partita è una brutta cosa. Non possiamo togliere alle persone la bellezza di andare allo stadio, mano nella mano con i propri figli. Ringrazio la Fondazione perché senza le competenze, l’impegno, la dedizione, non saremmo mai arrivati a questo risultato.
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