Cronaca di una giornata da matti. Di quelle lunghissime, che alle 19.30, dopo ore di inseguimento, ha fatto esclamare agli esausti cronisti: �Ok, il boemo � un�entit� astratta�tutti sappiamo che c�� ma nessuno lo ha visto�. Le voci si rincorrevano sin dalle prime ore del giorno. Anche le pietre a Foggia sapevano che Zeman sarebbe tornato. Persino una troupe di Sky si � mossa per seguire il profeta del calcio champagne. La prima tappa della �caccia� a Zeman � stata la sede del club rossonero. All�ottavo piano di via Napoli non sembrano esserci tracce del Boemo. La mattinata della dirigenza e del d.s. Peppino Pavone scorre tra incontri con procuratori (tra i quali che Peppe Di Bari ex centrale di Zemanlandia, oggi agente FIFA) e febbrili contatti di mercato, rimasti sempre tali e mai concretizzati in firme per dare valore alle intenzioni del boemo: saranno scelti solo calciatori voluti da lui. Ma lui non c��. Tutti lo cercano, tutti provano a carpire qualche informazione sul suo possibile arrivo ma le bocche restano cucite. Alle 16 in punto allo stadio Pino Zaccheria di Foggia, sotto un sole che spacca le pietre, ci sono almeno otto troupe televisive pronte ad immortalare il ritorno “a casa” del boemo, tre fotografi e numerosi supporters in fila per sottoscrivere la tessera del tifoso (atto propedeutico alla sottoscrizione dell�abbonamento). Manca ancora una volta lui, la star. �E�appena arrivato ma non passer� allo stadio�, sussurra qualcuno. Tutti gli credono e faranno bene, ma non si demorde. La �caccia� prosegue per le vie della citt�, presso i luoghi, i bar, da sempre a lui pi� cari. Niente, il boemo non si trova, sembra evaporato subito dopo aver rimesso piede in Capitanata. Poi, quando ormai le speranze sembravano perse, poco dopo le nove di sera, eccolo spuntare da un portone, quello del suo fido amico e team manager Franco Altamura, sotto il quale i cronisti avevano tentato l�ultimo appostamento. Ha da poco terminato il punto di mercato con Pavone ed il suo secondo Cangelosi, entrambi evitano con abilit� la stampa lasciando a Zeman i riflettori delle telecamere. E� subito un tripudio di consensi tra gli increduli passanti del centro cittadino. Al suo fianco numerose persone applaudono, salutano e abbracciano idealmente il tecnico che risponde a tutti con il suo consueto filo di voce, ma con garbo e gentilezza. Qualcuno non crede ai propri occhi ed esclama “non ci credo, Zeman davanti a me, non ci credo”. Altri lo fissano in silenzio, quasi come se per le strade di Foggia passasse l�immagine sacra di una processione. Immancabile la sosta al tabacchino. Le sigarette al boemo non devono mai mancare. Dopo il giro dell�isolato, � tempo di andare a trovare un amico. Davanti al portone, subito dopo aver citofonato, lo ferma un tifoso entusiasta. Chiede una foto ma � talmente emozionato da non riuscire ad accendere la macchinetta del suo cellulare. Zeman in romano gli dice: “non glia fa”, poi abbraccia il suo nuovo tifoso, sorride per lo scatto e si infila in un portone. Le telecamere si spengono, i cronisti tornano alle proprie vetture mentre un passate sbigottito, rimasto l� in silenzio ad osservare la scena, si domanda in dialetto: “Ma quill � veramend Zem�nn???”.
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