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martedì , 27 Ottobre 2026
SERIE C

Entella, Gozzi: “Bisogna far tornare il Comunale il nostro fortino e credo che ce la faremo”

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Consueta intervista di fine anno di Antonio Gozzi. Il presidente biancoceleste si � concesso alle telecamere del canale ufficiale della societ� Entellatube per un bilancio del 2017 e dare uno sguardo al 2018 che � iniziato da otto giorni:

I dieci anni di presidenza.
“Naturalmente guardiamo pi� al futuro che al passato, quindi siamo concentrati sul futuro prossimo che � il mantenimento della categoria in un campionato molto pi� difficile di quelli precedenti in B. Su dieci anni di presidenza, quattro di Serie B francamente non me li sarei mai immaginati per� � difficile. Lo dico sempre, n� per cabala n� per sottovalutare la forza dell´Entella, ce la dobbiamo mettere tutta, esser molto concentrati perch� questa � un´annata che non concede distrazioni”.

La vicepresidenza di B.
“I presidenti delle societ� di B mi hanno fatto l´onore di indicarmi come vicepresidente della Lega di B in un momento molto difficile del calcio italiano. Ho accettato mettendomi a disposizione, sperando di essere utile ad un disegno complessivo di rilancio del calcio italiano. Siamo molto indietro se confrontiamo l´Italia con le maggiori nazioni calcistiche europee come Inghilterra, Germania e Spagna vediamo quanto terreno dobbiamo recuperare. E´ un´avventura interessante e difficile al tempo stesso, speriamo di dare una mano e fare cose positive”.

Il Comunale.
“Ho ripetuto pi� volte che, nella ricerca dell´equilibrio economico, gli stadi di propriet� sono un tassello fondamentale. Gli esempi che abbiamo sotto gli occhi, dai grandi ai meno grandi, lo Juventus Stadium da una parte e Frosinone dall´altra, citt� non molto distante dal bacino di Chiavari, dimostrano che si pu� fare. Il titolo del libro di Marchigiani ´Anche a Chiavari si pu� fare´ lo vorrei riprendere. Naturalmente ci vuole il consenso di tutti, progettualit� e capacit� finanziaria per� l´idea di avere uno stadio di propriet� che non sia soltanto uno stadio per il calcio ma un centro polivalente per altri sport o manifestazioni culturali ed eventi sarebbe uno strumento per il rilancio turistico ed economico di Chiavari molto importante. Ci sto pensando da tanto tempo, verifichiamo se questa cosa pu� stare in piedi o no. Sarebbe un´attrattiva. Pensate ad una partita di calcio, magari di Serie A, con la vista di Portofino e la possibilit� di stare l� a mangiare nel pre-partita e nel dopo partita. Accanto a questo, l´altra cosa a cui stiamo pensando fortemente � il centro sportivo. La crescita del settore giovanile e quindi l´altro tassello fondamentale per l´equilibrio economico delle societ� di calcio – la crescita del settore giovanile e la valorizzazione di talenti – passa attraverso un disegno strutturale. Noi oggi siamo molto sparpagliati, con costi molto alti dal punto di vista logistico e dello spostamento, con strutture inadeguate a livello di calcio che facciamo, nonostante il Comune con l´intervento su Caperana abbia fatto una cosa importante. Anche l� l´Entella vorrebbe fare di pi�. Purtroppo la Liguria, dal punto di vista degli spazi, � avara. Quindi trovare spazi come quelli dei centri sportivi che si vedono nelle zone pianeggianti � particolarmente difficile. A Chiavari, ad esempio, spazi di questo tipo rischiano di non esserci. Anche su questo stiamo riflettendo e stiamo lavorando ma non � facile”.

Ora ci sono praticamente due settori giovanili a Chiavari.
“Lo sforzo che stiamo facendo, come ho detto alla festa natalizia del settore giovanile, � quello di alzare ulteriormente la qualit� del servizio che diamo ai giovani e alle famiglie. In termini di qualit� dei formatori, qualit� del calcio insegnato, qualit� dei presidi medici e psicologici. Purtroppo questa volont� di alzare il servizio significa che noi non saremo in grado di andare oltre i 500 che abbiamo oggi. Capisco che questo � una cosa difficile perch� i ragazzini di Chiavari e non solo vogliono correre e giocare con la maglia dell´Entella per� non ce la facciamo a soddisfare tutte le richieste che arrivano. E dobbiamo quindi valorizzare il rapporto con altre societ� di settore, con altri club vicini a noi per cercare di dare tutti assieme una risposta a questa grande domanda di sport e di calcio che viene dalle famiglie del Tigullio e non solo. L´Entella naturalmente, volendo mantenere la categoria, concentrer� i suoi sforzi sulla fascia pi� alta della tecnica calcistica e sulla fascia sociale che non potr� esser per tutti perch� non ce la facciamo pi�. Siamo arrivati anche al limite della saturazione fisica dei nostri spazi, oltre che della saturazione delle nostre forze organizzative. E se noi continuiamo a crescere dal punto di vista del numero dei ragazzini che mettiamo in campo tutti gli anni, inevitabilmente abbassiamo la qualit� del lavoro che facciamo”.

I collaboratori?
“Ho detto, e ripeto, che la cosa di cui sono pi� orgoglioso non � di aver portato l´Entella in Serie B, certamente anche questo, ma di averlo fatto con uno staff di uomini scelti con cura, che sono cresciuti con me e con la societ� in questi anni, che sono diventati dei grandi professionisti del calcio che, anche qui, l´Italia guarda con grande interesse e che mantengono un legame molto forte col club, con la maglia e con la citt�. A questo nucleo iniziale che � fatto da Matteazzi, Superbi e Montali abbiamo aggregato bandiere della mia Entella, dell´Entella di questi dieci anni. Perch� ritrovarsi a lavorare con gente come Cesar, Volpe, Rosso e Catellani vi garantisco che � una grande soddisfazione. Sono ragazzi legatissimi a noi, all´Entella che danno un grande contributo di intelligenza e professionalit�. Penso che un´organizzazione aziendale basata su gente che ci crede, a cui piace stare con noi e a Chiavari, sia la chiave del successo futuro”.

Il legame con Chiavari.
“Da questo punto di vista, Chiavari � una citt� un po´ strana. I chiavaresi si interessano di cosa fa l´Entella, questo interesse che � generale non si manifesta in presenza di pubblico. Quando ci sono delle cose che non vanno tendo a dare colpe a me stesso piuttosto che cercare degli alibi. Sono anni che cerchiamo di lavorare per capire cosa si pu� fare per portare pi� gente allo stadio perch� effettivamente 2.500 persone a vedere partite di Serie B, magari con grandi squadre come Bari, Palermo o Bologna, non � molto sensato. Bisogna trovare una chiave, credo che quella principale a cui sono interessato � far crescere il tifo dei bambini. Far crescere nuove generazioni di cittadini chiavaresi e del Tigullio che vengono a vedere l´Entella con i loro genitori e con le loro famiglie perch� � uno spettacolo per famiglie. Tra l´altro noi qua ricostruiamo un clima straordinario per tutti quelli che vengono. Il Questore di Genova, la prima volta che � venuto a vedere Entella-Avellino, � rimasto colpito dal clima sociale c´�. E´ un sogno, dice, avere una situazione dove le famiglie possono venire senza alcun pericolo, senza il presidio delle forze dell´ordine, ad una festa come � una partita di calcio. Abbiamo quella straordinaria caratteristica la dobbiamo sfruttare in tutti modi possibili e immaginabili”.

Tante autorit� abbonate all´Entella.
“Molti sindaci. A partire dal sindaco di Chiavari, che � abbonato ai Distinti e che non ha voluto venire a vederla in Tribuna d´Onore perch� da tanti anni che la va a vedere nei Distinti e credo che ne apprezzi la qualit� del gioco che si vede da l� senza barriere. C´� il sindaco di Leivi, di Carasco, � venuto il Sindaco di Rapallo qualche volta, tanti amministratori. Questo ci fa piacere perch� significa che l´attrazione dell´Entella va oltre i confini comunali e riguarda tutto il Tigullio. Ho espresso tutta la mia stima, considerazione e affetto mia e della mia famiglia per Valentina Ghio, Sindaco di Sestri Levante, per le minacce fasciste che ha ricevuto in questi giorni che ci fanno ritornare ad un clima che il paese ha vissuto e che non vuole pi� vivere. Voglio dargli tutto il segno della mia solidariet�”.

La riforma del mercato.
“Il 29 gennaio si vota e speriamo si possa eleggere un nuovo presidente. La situazione � difficile perch� la crisi del calcio italiano � profonda. Fra le tante riforme necessarie c´� quella del mercato. Io credo non si possa allungare il brodo cos� come avviene e con le regole attuali. Le squadre cambiano alla seconda o terza giornata di campionato. Sarebbe bene che con l´inizio dei ritiri le squadre fossero definitivamente fatte. Credo che in Inghilterra sia cos� e credo che dovremo imitare questi modelli perch� la situazione di oggi � abbastanza difficile e perturbante. Poi una finestra di mercato alla fermata invernale del mercato ci sta ed � normale ma quando le squadre vanno in ritiro, i mister e le societ� devono avere il loro parco giocatori definito”.

Il cambio di allenatore?
“Pi� che una scelta azzardata, � stata una scelta troppo anticipata di cui ho fatto anticipata. L´ultima cosa che volevo era mettere in difficolt� uno di quegli uomini che fanno parte della storia dell´Entella. Paolo � un pezzo di storia dell´Entella, portare la Primavera alle final eight e l´anno dopo alla finale di Coppa Italia all´Olimpico significa entrare a pieno titolo nella storia di questo club. Non volevo creare difficolt�. Stimo tanto Castorina come allenatore che l´azzardo � stato caricarlo subito della responsabilit� della prima squadra, cosa che � difficile per tutti i giovani allenatori. Se si guarda tutto quello che � successo negli ultimi quattro mesi, ci sono tutta una serie di giovani allenatori molto importanti e molto bravi che hanno avuto difficolt� ad affrontare un campionato particolarmente difficile, quest´anno, come quello della B. Credo che Paolo far� una grande carriera da allenatore, spero di averlo ancora all´Entella, gli ho detto che l´Entella � la sua casa ma naturalmente � lui che deve scegliere il suo destino. Sta finendo il corso a Coverciano, questo passaggio gli � comunque valso il fatto che avr� il patentino di seconda, cosa che � difficilissimo da ottenere. Siamo ritornati ad Aglietti, io considero sulla base dei fatti il miglior allenatore che l´Entella ha avuto. Un allenatore di grande personalit�, ha avuto una grande crescita, non soltanto tecnica ma anche umana e psicologica negli ultimi anni. L´Aglietti di oggi � un Aglietti ancora pi� forte di quello di due anni fa. Spero possa fare un lungo cammino con noi, era quello che secondo me ci voleva per reggere l´urto di un campionato cos� difficile. Io sono fiducioso e ottimista. Faremo qualcosa sul mercato, cercheremo di aiutarlo anche perch� abbiamo avuto purtroppo delle mancanze molto importanti. Perdere praticamente per met� del girone di andata Ceccarelli e poi Luppi – il primo sta rientrando il secondo no – provate a togliere due pezzi cos� alle altre squadre e vedrete che anche loro sarebbero in difficolt�. Certamente qualcosa faremo, Superbi sta lavorando intensamente, ci sentiamo due volte al giorno sul mercato. Siamo concentrati ma prima gli affari li facciamo e poi li comunichiamo”.

Wylab e Wyscout.
“Sono due aziende innovative. Wyscout � nato dalla fantasia e dalla creativit� di un gruppo di giovani chiavaresi che io ho aiutato. Ma non sono il padre di Wyscout, sono semmai lo zio. Nel senso che ho accompagnato e sostenuto questi ragazzi. Ora sono diventati leader mondiali di questo settore, ormai Wyscout fattura quasi 10 milioni di euro l´anno, serve tutti i club pi� importanti del mondo. Non si pu� fare calcio oggi senza utilizzare Wyscout. A questo abbiamo attaccato Wylab che � una nostra invezione, dove ricordo che abbiamo occupato uno spazio che sarebbe stato destinato all´abbandondo e dove abbiamo creato una comunit� di coworking e di startup che oggi vede operare in quegli spazi pi� di 100 giovani al giorno. Siccome che il tema dei giovani e le imprese � il tema della Liguria. Visto che in Liguria nascono pochi bambini e poche imprese, � emblematico avere l´asilo al piano di sotto e un incubatore di imprese digitali al piano di sopra. E´ un po´ un´immagine di dove dovrebbe andare la Liguria in futuro, noi ci lavoriamo con intensit�. Me ne sto occupando tanto, nel senso che per esempio queste ferie di Natale le ho passate a Chiavari e in particolare ho passato tantissime ore con mia figlia Vittoria, ad di Wylab, per dare una mano e per cercare di far andare avanti questa esperienza che ci viene guardata con grande interesse dappertutto”.

Cosa si aspetta da questo 2018?
“Da un punto di vista generale, forse l´Italia sta lentamente uscendo da una crisi che l´ha attanagliata per pi� di dieci anni. Ci sono segnali un po´ di ripresa dell´economia in tutto il mondo ma qualcosa si vede anche in Italia. Naturalmente il tema grande � quello dei giovani e dell´occupazione. Questo � il tema principale della valorizzazione delle sue risorse umane e delle sue intelligenze, cercando di interrompere un percorso drammatico che � quello che noi formiamo i nostri giovani e i migliori partono per l´estero e non tornano pi�. Questo significa un disastro nazionale che dobbiamo assolutamente interrompere e noi cerchiamo di fare quello che si pu� con il Wylab. Penso che dal punto di vista dell´economia e sociale sar� un anno buono. Speriamo che le elezioni consentano di formare un governo e non invece una situazione di instabilit�. A parte questo, direi che sono abbastanza ottimista per il 2018. Dal punto di vista calcistico, ripeto quello che ho detto: la famosa Champions League. E´ un anno particolarmente difficile, non ci verranno consentite distrazioni, non siamo affatto fuori dalla zona pericolosa della classifica. Stiamo vivendo un´esperienza molto diversa rispetto ai due anni precedenti dove eravamo stabilmente nella parte sinistra e non solo con vista playoff. E´ un altro clima, un´altra situazione, pi� difficile. Quella degli altri anni era una situazione esaltante, senza pericolo, qui invece � una situazione pi� delicata. Dobbiamo rapidamente raggiungere la quota salvezza e lo possiamo fare solo vincendo in casa. Il Comunale � il nostro fortino. Ci� che fa mancare un po´ di punti, quei cinque o sei che ci porterebbero di nuovo in quella zona l�, sono due, tre non vittorie in casa. Abbiamo fatto pareggi o qualche sconfitta di troppo in casa e questo non si pu� fare. L´Entella ha avuto sempre nel Comunale la sua tana, il suo fortino, bisogna farlo tornare ad essere cos� e credo che ce la faremo”.

fonte: tuttoentella.com

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