Il pari interno con la Cavese ha mostrato un Foggia dai due volti. Anonimo e quasi impaurito nella prima frazione di gara, con un piglio leggermente diverso nella ripresa dove ha provato ad impensierire la retroguardia campana. Ma è un Foggia che continua a trovare difficoltà a finalizzare negli ultimi sedici metri dove è ormai arcinoto manca un vero stoccatore da area di rigore. Barilari ha cambiato qualcosa a livello di modulo e di uomini ma questa è una formazione che dovrà tirarsi fuori dalle sabbie mobili della classifica con le proprie forze, con il carattere giusto, cosciente che c’è un ambiente che continuerà a disertare lo stadio per l’evidente rottura esistente con la proprietà. Una spaccatura insanabile, una contestazione civile che va rispettata ma che gioco forza finisce per penalizzare solo e soltanto i rossoneri in campo. Si può ripartire dalla ripresa con la Cavese, dove l’impegno non è mancato, dove la formazione ha mostrato dei progressi a livello di manovra con il vantaggio che il tecnico ligure è arrivato nel momento in cui l’infermeria si sta andando svuotando e che permetterà in tempi brevi di avere tutta la rosa a disposizione. Con il recupero di Castorri, Valietti e Staver ai box c’è il solo Petermann che comunque sta affrettando i tempi di recupero per il ritorno in campo che potrebbe avvenire entro la fine di novembre al massimo nella trasferta di Siracusa la prima domenica di dicembre. Un gruppo che necessita di rinforzi nella sessione di mercato di gennaio con la proprietà che sarà chiamata ad interventi decisi per rinforzare la rosa che ha mostrato di avere limiti e lacune in tutti i reparti. Soprattutto a centrocampo e in attacco bisognerà intervenire con le probabili cessioni di alcuni elementi che finora hanno dimostrato di non essere pronti per questo campionato. Intanto Barilari e i suoi stanno preparando la trasferta di Trapani di sabato prossimo dove il Foggia avrà al seguito duecento tifosi che saranno sugli spalti del “Provinciale” per sostenere Garofalo e compagni.
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