Torna al successo il Foggia di Luciano Zauri e lo fa al termine della sfida più difficile alla corazzata Avellino sceso allo Zaccheria dall’alto dei dodici turni consecutivi di imbattibilità e per tentare di portare a casa l’intera posta in palio. Una vittoria che, se da un lato, restituisce entusiasmo all’ambiente, dall’altro, getta acqua sul fuoco di una settimana piena di polemiche e veleni. Complimenti al tecnico rossonero che è riuscito ad isolare il gruppo squadra, a trasmettere loro la giusta cattiveria agonistica, ma complimenti a tutti i rossoneri scesi sul rettangolo di gioco che hanno gettato il cosiddetto cuore oltre l’ostacolo sciorinando una prestazione maiuscola che ha annichilito il più quotato avversario punito sul piano tecnico ma che ha pagato la presunzione del suo allenatore e degli stessi interpreti in maglia bianco verde. Primo tempo che nei primi venti minuti vive di assoluto equilibrio destinato a interrompersi per la maggiore aggressività del Foggia che chiude tutti i varchi agli avversari e colpisce in ripartenza così come l’aveva preparata Zauri alla vigilia. Nella seconda parte della prima frazione è salita d’intensità la manovra dei rossoneri che hanno evidenziato la giornata di grazia di Silvestro, Vezzoni e Da Riva. Ma è tutto il complesso a rispondere presente. La tranquillità di De Lucia tra i pali, sempre pronto nelle occasioni in cui è stato chiamato in causa e determinante nella deviazione decisiva sulla conclusione di Panico finita sul palo. Ha sorpreso la prova di Dutu gettato nella mischia dopo soli sei minuti in luogo di Camigliano infortunato. Il centrale difensivo non ha sbagliato nulla e ha confermato ciò che si diceva su di lui dalle parti di Firenze. Con lui Salines, impeccabile al centro della difesa, e un ritrovato Felicioli che ha festeggiato la nascita del figlioletto con una prestazione maiuscola. Tascone un gladiatore, Emmausso l’ispiratore, soprattutto nel primo tempo, nelle ripartenze. Per Zunno una delle migliori prestazioni di questa stagione, Sarr, bloccato nel primo tempo, è stato più utile alla squadra nella ripresa quando Zauri lo ha spostato a sinistra evidenziando l’assenza di un vero attaccante centrale in rosa. Insomma un capolavoro tattico quello di Luciano Zauri che ha imbrigliato sul nascere il gioco di un Avellino dal quale ci si aspettava decisamente qualcosa in più non fosse altro per la qualità in campo e in panchina. Ma contro il Foggia di oggi sarebbe stato difficile per chiunque. La gioia più grande poi è di Franco Vezzoni che, oltre alla prestazione perfetta si è reso protagonista del gol vittoria facendosi trovare puntuale al centro dell’area per la deviazione decisiva. Un gol che ripaga l’italo argentino della sfortunata traversa nel finale di Foggia-Benevento. Che dire poi del sostegno del popolo rossonero sugli spalti dello Zaccheria questo pomeriggio? Beh, con un pubblico così si può solo vincere.
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