Seconda sconfitta consecutiva stagionale in casa per il Foggia di Delio Rossi. Dopo il Crotone e’ il Team Altamura a portare via dallo Zaccheria l’intera posta in palio. Uno Zaccheria sempre più desolatamente vuoto con circa 1400 spettatori sugli spalti e una protesta che prosegue ormai da inizio campionato. Al termine della gara poi contestazione anche al patron Nicola Canonico presente in tribuna. Sconfitta sconcertante al termine di una prestazione incolore che ha fatto registrare un notevole passo indietro sotto tutti i punti di vista. E’ vero che Rossi deve rinunciare a ben otto elementi infortunati ma è altrettanto vero che in campo sono andati gli stessi undici di sabato scorso che avevano illuso dopo il successo in terra salentina. Una formazione incapace di rendersi pericolosa nell’arco di tutta la gara e che ha espresso tanta confusione sul rettangolo di gioco e poca qualità in mezzo al campo. Rossoneri che escono sconfitti e da ieri sera sale la preoccupazione di tutto l’ambiente quasi rassegnato ad accettare questo tipo di situazione. L’Altamura ha portato via i tre punti giocando la sua onesta partita e sfruttando l’unica vera occasione derivante da una sbavatura difensiva con l’incerto Olivieri che ha commesso il fallo da rigore che ha permesso a Curcio di battere Borbei. Sottotono la prova di quasi tutti i rossoneri tra i quali Garofalo e D’Amico dai quali ci si attende sempre qualcosa in più. Si ferma il Foggia che martedì tornerà in campo a Crotone per il secondo turno di coppa Italia e che sarà atteso da due sfide delicate a Potenza, domenica prossima, e con il Benevento allo Zaccheria. Bisognerà recuperare al più presto gli assenti e invertire la marcia se si vorrà evitare di farsi risucchiare troppo presto nella zona playout. Da ieri sera Società e squadra sono chiamati a correre ai ripari per restituire un minimo di tranquillità ad un ambiente che appare sempre più distante dalle vicende pallonare. Delio Rossi dovrà ricostruire il morale di un gruppo che, come lui stesso ha detto a fine gara, vive di troppi alti e bassi. Un gruppo che, a parte gli indisponibili infortunati, dà netta la sensazione di essere limitato in tutti i reparti e che, a gennaio, necessiterà dei giusti correttivi se si vorrà provare a soffrire di meno.
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