Terza sconfitta consecutiva del Foggia che cade sotto i colpi di un Benevento cinico e tecnicamente più forte che ha mostrato di avere i numeri per centrare la vittoria finale del Campionato. I rossoneri erano chiamati a cambiare marcia, con l’arrivo in panchina del nuovo tecnico Enrico Barilari, ma che hanno dovuto subìre il terzo stop di stagione allo Zaccheria. Preoccupa la situazione di classifica, preoccupa lo stato di abbandono in cui versa la la squadra, preoccupa la disaffezione del popolo rossonero che ha disertato ancora una volta lo stadio in continua guerra verso l’attuale proprietà. E a nulla è valsa la giornata della legalità nello sport indetta dall’Amministrazione giudiziaria e dalla proprietà del club. Ieri solo 983 spettatori paganti ancora meno dei circa 1500 di altre occasioni. Gruppo che denota scarsa qualità, limiti evidenti, l’assenza soprattutto di leader in mezzo al campo e che forse paga ancor di più l’assenza di sostegno sugli spalti. Insomma una situazione che non lascia presagire nulla di nuovo con i rossoneri che, da ieri sera, sopravanzano di un solo punto il fanalino di coda Siracusa e che lunedì prossimo, ancora tra le mura amiche, giocheranno la partita della vita contro la Cavese. Barillari poteva incidere davvero poco in solo 48 ore ma ha avuto il coraggio di alcune scelte che gli hanno dato ragione almeno fin quando la squadra è rimasta in undici contro la corazzata Benevento. Ottima la prova di Perucchini che ha dato certezze tra i pali ma anche tanta esperienza in alcuni frangenti del match mostrando di essere il vero leader del reparto. Pazienza sicuramente meglio di altre circostanze, più vivo nella manovra ma che ogni tanto è sparito dalla scena al pari di Oliva. A questo Foggia manca ancora il vero Garofalo mentre inutile ricordare le assenze croniche di calciatori come Petermann, Castorri e Valietti che stanno penalizzando oltremisura questa formazione. Ma il vero problema del Foggia è in avanti dove, non solo si arriva con difficoltà negli ultimi sedici metri, ma si sente l’assenza di un vero attaccante centrale di categoria. La miseria di sole sette reti in tredici partite la dicono lunga sulle difficoltà realizzative del Foggia di questo campionato. C’è molto da lavorare, c’è una montagna da scalare ma bisogna provarci. Cercare di arrivare alla pausa invernale con il maggior numero di punti e poi magari guardare al mercato cosiddetto di riparazione per rinforzare la rosa a disposizione del tecnico ligure. Non sarà per niente facile ma mai come in questo momento ci sarà bisogno dell’impegno di tutti a cominciare dalla proprietà che deve impegnarsi a salvare la stagione, allo staff tecnico e ai calciatori chiamati a tirarsi fuori dalla preoccupante posizione di classifica, all’ambiente che ci si augura torni a fare fronte unico con i calciatori per raggiungere l’obiettivo della permanenza. Mantenimento della categoria che dovrà rappresentare il viatico giusto per pensare ad un cambio di proprietà del club.
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