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mercoledì , 7 Ottobre 2026
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Foggia, preoccupa la sconfitta con il Sorrento. Urgono rinforzi di qualità e di esperienza per salvare la categoria

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Quella del “Viviani” di Potenza contro il Sorrento era una di quelle partite da non sbagliare e dove bisognava moltiplicare la concentrazione e gli sforzi in campo per portare a casa un risultato positivo. Enrico Barilari aveva ammonito i suoi già alla vigilia della trasferta in terra lucana e aveva lavorato soprattutto sull’aspetto mentale dei suoi calciatori. Aver tenuto testa con grande personalità alle corazzate Salernitana e Catania poteva creare nel gruppo la convinzione che la gara con il Sorrento potesse essere una passeggiata. Il monito del tecnico, che vive la squadra tutta la settimana, non era campato in aria ma probabilmente qualcosa lo aveva indotto a catechizzare il gruppo prima di mettersi in viaggio. Contro i rossoneri campani il Foggia ha tenuto bene per tutto il primo tempo, tanto possesso palla e, a parte un rischio iniziale su colpo di testa in area di Sabbatani dopo solo nove minuti, fa fatto, come si dice in gergo, la “partita” andando vicino al gol del vantaggio almeno in un paio di occasioni con D’Amico e Garofalo. Gol del vantaggio che è arrivato poi puntuale a tre minuti dal riposo. Azione ben congeniata dai rossoneri con Garofalo che, dalla destra in area, serviva Bevilacqua, tutto solo, che ha dovuto solo spingere in rete la sfera. Un gol che avrebbe tagliato le gambe a qualsiasi avversario ma non al Sorrento che, nell’unico minuto di recupero, rimetteva subito in equilibrio il match approfittando del rilassamento totale dei rossoneri e di un errore in disimpegno di Minelli che, nel tentativo di rinviare la sfera la faceva sbattere sulla schiena di un avversario e serviva un assist per Sabbatani che, dalla destra, fulminava Perucchini. Sul volto dei rossoneri in campo il rammarico sulla mancata possibilità di andare al riposo con una rete di vantaggio e l’entusiasmo dei ragazzi di Serpini che avevano riequilibrato subito il match. Un gol che, nella ripresa, è pesato più sull’umore di Garofalo e compagni che non sui campani. E lo si è visto dal ritorno sul terreno di gioco con un Foggia lontano parente di quello ammirato nella prima frazione di gara e che ha sofferto non poco il ritorno degli avversari. Foggia irriconoscibile che ha rischiato di cadere sotto i colpi di un onnipresente D’Ursi, ex della gara, che ha creato grattacapi alla difesa rossonera. Ma tutto sommato il Foggia sembrava poter portare via un punto dal “Viviani” anche se i cambi della ripresa non avevano cambiato il volto della formazione di Barilari. Dopo gli ingressi di Morelli, Winkelmann e Nocerino a quattro minuti dalla fine della contesa il tecnico ligure si giocava l’ultimo slot a disposizione facendo esordire in rossonero Menegazzo e mandando in campo Fossati per un esausto Bevilacqua. E proprio Fossati sarà il protagonista, in negativo, dell’episodio che, a due minuti dal novantesimo, deciderà il match a favore del Sorrento. Una conclusione di Shaw dalla distanza, più simile al tiro della disperazione, incocciava sul corpo di Fossati e si impennava finendo alle spalle di Perucchini che era posizionato leggermente più avanti della linea di porta. Vantaggio per il Sorrento e Foggia sulle gambe che non riuscirà stavolta a compiere il miracolo come già successo nella trasferta di Siracusa. Una sconfitta, un passo indietro evidente sotto il profilo del gioco e della personalità, che hanno fatto riaffiorare d’incanto i limiti tecnici di un gruppo in taluni reparti. C’è poco da salvare nella fredda serata in terra lucana con Garofalo, Castorri e Bevilacqua gli unici oltre la sufficienza. Poco, troppo poco per accontentare il tecnico ligure che alla vigilia del match aveva chiesto una prova di maturità e di carattere al gruppo. Una sconfitta salutare? Probabilmente una sconfitta che ha confermato, se ce ne fosse ancora bisogno, che questo gruppo va rinforzato e anche in tempi brevi per cercare di non compromettere ulteriormente una stagione che si preannunciava di sofferenza sin dalle prime giornate. Acquisti mirati con profili di esperienza della categoria che possano alzare la cosiddetta asticella. E a questo punto la palla passa al diesse Carlo Musa e alla proprietà. Soprattutto alla luce dei prossimi due impegni di campionato che si chiamano Giugliano, allo Zaccheria, e Latina in trasferta al “Francioni”. Due impegni dai quali bisognerà ricavare più punti possibili per evitare di precipitare ulteriormente in classifica.

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