Si fa sempre più difficile la situazione del Foggia a novanta minuti dal termine della stagione regolare. Alla drammatica situazione di classifica, con i rossoneri condannati a vincere il match con la quotata Salernitana, si sono aggiunti i provvedimenti del Giudice Sportivo che ha disposto la sanzione di ben quattro gare a porte chiuse dopo i fattacci di cronaca nell’ultima trasferta di Monopoli. Rossoneri che da ieri lavorano sotto la guida attenta di Enrico Barilari, richiamato al capezzale del gruppo per tentare il miracolo in extremis, e che domenica pomeriggio affronteranno i granata di Serse Cosmi senza l’apporto del pubblico di casa. A questo punto verrebbe spontaneo chiedersi se questa situazione che si è venuta a creare possa rappresentare un bene o un male in questo frangente di stagione. Il Foggia dell’era Barilari, e prima dell’avvento della nuova proprietà, giocava in uno Zaccheria desolatamente vuoto eppure era riuscito a raccogliere otto punti in cinque gare con i successi nelle sfide con Cosenza e Monopoli e i pareggi con Cavese e Catania. Dalla vittoria con il Giugliano, all’esordio del duo Casillo-De Vitto, davanti a novemila spettatori, il Foggia ha sempre giocato con lo Zaccheria con presenze sugli spalti e in otto gare casalinghe ha racimolato otto punti frutto di due vittorie, un pareggio e cinque sconfitte. Come dire che questo gruppo potrebbe risentire non poco la pressione del pubblico e la responsabilità della caduta verticale in classifica. Con la Salernitana, che arriverà a Foggia con la necessità di fare bottino pieno per confermare la terza posizione in classifica, il ritorno al passato con Barilari sulla panca e lo stadio deserto potrebbero giocare a vantaggio dei rossoneri che domenica pomeriggio non dovranno guardare a ciò che faranno gli altri ma solo a sé stessi consapevoli che la possibilità di raggiungere l’obiettivo dei playout dipenderà solo da chi andrà in campo.
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