Offesa la dignità dei tanti tifosi del Foggia residenti al Nord che erano accorsi questo pomeriggio al “Pozzo-La Marmora” di Biella per sostenere i rossoneri in questa lunga trasferta in terra piemontese. Tifosi che hanno sfidato anche il maltempo e che hanno dovuto subìre l’ennesima umiliazione di una stagione da dimenticare, la peggiore dei quattro anni dell’era Canonico. Gli uomini di Luciano Zauri, al terzo stop consecutivo, non hanno alibi dopo la sconfitta odierna che mette definitivamente la parola fine alle residue chances di aggancio alla zona playoff. Un gruppo, dispiace doverlo dire, che ha subìto una incredibile involuzione, che ha mollato già da qualche domenica e lo si vede in campo con atteggiamenti irritanti da parte di più di qualche calciatore. Contro la Juventus Next Gen si è visto in campo il solito Foggia lento, impacciato, senza idee e senza riferimenti nel reparto avanzato. Tanti gli errori tecnici, poco impegno e poca lucidità. Una formazione mai in partita che probabilmente non è mai scesa dal pullman che li aveva condotti da Foggia sino a Biella. Un primo tempo rivoltante, un secondo tempo che, fatta eccezione per i primi dieci minuti, ha finito per scivolare sempre più in basso, senza un minimo di reazione, senza dignità. Un passivo limitato solo per l’errore dal dischetto di Pietrelli che spara in curva il tiro dagli undici metri. Salines irriconoscibile, Marzupio in evidente difficoltà fisica, Felicioli, Tascone e Da Riva assenti ingiustificati, Emmausso irritante, Touho che sbaglia a due passi le uniche occasioni create nell’arco dei novanta minuti. Ma è tutto il gruppo che sembra aver tradito lo stesso Zauri e che mette in seria discussione l’intera area tecnica e le scelte di inizio stagione della Società rossonera. L’ennesima umiliazione che il popolo rossonero non merita al termine di un’altra stagione da dimenticare in tutta fretta.
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