Non c’è pace in casa Foggia all’indomani dell’ennesima brutta figura di sabato pomeriggio a Trapani. Una formazione in caduta libera, che occupa l’ultimo gradino della classifica, staccato di due punti dal Picerno che pure ha avuto una reazione di orgoglio andando a vincere a Monopoli. Una caduta verticale che ha fatto seguito alla separazione consensuale da Delio Rossi con la scena che non è mutata affatto nonostante l’avvento di Barilari sulla panchina che ha fruttato un solo punto in tre partite e che ha finito per raffreddare definitivamente la speranza anche dei pochi intimi che hanno affollato lo Zaccheria finora. Una situazione drammatica che, al momento, non ha soluzioni con i rossoneri che, di questo passo sono destinati ad una retrocessione quasi certa. In tutto questo fa rumore l’immobilismo della proprietà assente, quasi inerme difronte a questo stato di cose. Nessuna reazione, nessuna presa di posizione, nessun tentativo per cercare di rimettere sulla giusta rotta un gruppo che sembra abbandonato al suo destino. A Picerno, qualche settimana fa, all’indomani dell’ennesimo risultato negativo con il Siracusa, che aveva fatto precipitare la formazione lucana sul gradino ultimo della graduatoria, il Direttore Generale Vincenzo Greco aveva criticato aspramente e pubblicamente i calciatori minacciando di mettere ai margini chi era stato causa di quella brutta posizione di classifica. A Foggia dopo l’ottava sconfitta stagionale a Trapani continua a regnare il silenzio con la proprietà che non dà segnali e il Direttore Sportivo Carlo Musa che non ha mai spiegato, da inizio stagione, come stanno veramente le cose. A tutto questo aggiungiamo l’approccio sbagliato della squadra che non dà segni di reazione e che anzi, in terra siciliana, è andata sotto di due reti dopo soli nove minuti dall’inizio della contesa e che ha mostrato oltre che i soliti limiti tecnici anche mancanza di serenità e tranquillità. Alla luce di questo scenario si rischia davvero di segnare una stagione, nata male, e che potrebbe vedere il Foggia, per la prima volta in oltre cento anni di storia calcistica, retrocedere sul campo in serie D.
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