FUORI……DI POCO

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Per trovare una logica alla sconfitta rimediata, peraltro meritatamente, dal Foggia contro il Como basterebbe capire i tanti errori di valutazione fatti oggi dai rossoneri(tecnico
compreso).
Arrivava allo �Zaccheria� una squadra che aveva subito ben 31 gol e che aveva rivelato, in pi� di una circostanza, notevoli limiti nel suo portiere e nella lentezza dei suoi difensori
centrali. A parziale giustificazione di una difesa inferiore solo al Pavia per gol subiti, i lariani presentavano un attacco da 30 gol realizzati, molti dei quali in ripartenze e superiorit�
numerica. A rigor di logica bisognava cercare di premere il pi� possibile sull�acceleratore e sfruttare i limiti difensivi che gi� dal primo tempo gli uomini in maglia bianca avevano
evidenziato, andando spesso in tilt sulle chiusure centrali a palla bassa. Diventa quindi difficile capire perch� dopo un primo tempo in cui il Foggia ha faticato a trovar gioco
centralmente, buttando spesso il pallone in avanti e dando la priorit� del gioco aereo agli avversari, Stringara ha ripresentato Meduri e Wagner, a tratti irritanti, rinunciando
allメunico difensore (Toppan) che riusciva a chiudere con costante anticipo sui due attaccanti del Como ed a ripartire spesso palla al piede, non lasciando ai lanci nel vuoto il
tentativo di riportare in avanti la squadra. Giusto far entrare Velardi, un p� meno affidargli il presidio di una zona di campo laterale per continuare a proporre al lento Meduri il
compito di impostare l�azione offensiva. Il continuo gioco in verticale ha fatto il resto, lasciando poco spazio alle incursioni di Cardin e Traor� ed evidenziando come le idee siano
davvero poche quando la palla non arriva dalle parti di Venitucci , migliore in campo prodezza a parte. La sconfitta di Monza pu� anche aver causato una rilassatezza mentale, che
diventa per� inspiegabile dopo che passi in vantaggio e trovi anche il modo di �far male� agli avversari continuando a sfruttare le fasce laterali.
In tutto questo la certezza che ne viene fuori potrebbe essere solo una: dover gestire i punti di vantaggio sulla zona play-out � l�unica garanzia per chiudere una stagione che
continua ad essere poco serena per tutti (societ�, pubblico e squadra).

Mario De Vivo

Foto: antonello forcelli