Galigani: “La Lega Pro si salva cos� …”

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Il problema delle scommesse � tornato d�attualit�, con gli interrogatori che continuano a gettare un�ombra tetra sul calcio dal passato recente. Questo non � un problema come tanti, sicuramente � il pi� spinoso, ma ce ne sono tanti altri, riguardanti la Lega Pro, attuali e impellenti come quello del calcioscommesse. TuttoLegaPro.com ne ha voluto parlare in esclusiva con Vittorio Galigani, in carriera Direttore Generale di diverse societ�, in tutte le categorie, nonch� nostro editorialista. Gli argomenti affrontati con Galigani sono tanti, di attualit� ed interesse, le risposte del nostro editorialista sono rivolte alla soluzione di queste tematiche. Le sue parole sono utili per aprire un dibattito in seno alla Lega Pro stessa, in vista di riforme necessarie, da attuare quanto prima, per preservare ed implementare l� interessante progetto innovativo voluto da Mario Macalli per la Lega Pro.

Responsabilit� oggettiva delle societ�

Galigani � uomo di calcio da parecchi lustri, conosce questa categoria a menadito, fin dai tempi che si chiamava Serie C. Non � tipo da farti tanti bei discorsi, passa subito al dunque: “Allo stato attuale dove lo scandalo del calcioscommesse si � riproposto in maniera clamorosa, si pone, impellente, la necessit� di una completa rivisitazione delle Noif ed una radicale modifica della norma riguardante la responsabilit� oggettiva delle societ�. Questa norma, gi� vigente nella notte dei tempi ed ormai obsoleta e superata dagli eventi, punisce le societ� anche per danni provocati da terzi e tesserati. Recenti decisioni, afflittive, adottate dagli Organi della Giustizia Sportiva ne sono l�esempio pi� eclatante. L� entrata in vigore delle scommesse legalizzate ha esasperato in alcuni la voglia del guadagno facile. Oggi si pu� scommettere su tutto. Gol, non gol, risultato esatto, pari, dispari, ecc. On line. Anche su piattaforme estere. Prima e durata la partita. Il controllo delle societ� � divenuto impossibile. Poniamo degli esempi: supponiamo che alcuni componenti di due squadre, come purtroppo riscontrato, all�insaputa delle rispettive societ�, si accordino per il “Gol”. Nei primi minuti di gara, in rapida successione, si � purtroppo verificato, si porta il risultato sull� 1 a 1 per poi giocarsi il resto della partita regolarmente. Tutto � all�apparenza normale. Solo all�apparenza, perch� dietro c�� una combine, di cui diverranno inevitabilmente responsabili, per un assurdo regolamento, anche le societ�. Completamente all� oscuro ed ignare dell� accordo illecito. E� accaduto di pi�. All� inizio della corrente stagione sportiva, Taranto e Spezia, societ� completamente estranee a pastette riscontrate nelle indagini effettuate dalla Procura di Cremona, sono state prima deferite dal Procuratore Palazzi e poi penalizzate di un punto ciascuno per fatti mai a loro addebitabili. Per responsabilit� oggettiva, si recitava, senza che nessun loro tesserato fosse stato coivolto nell� indagine. I liguri hanno fatto ricorso, vedendosi restituire dalla Corte di giustizia Federale il punto maltolto, mentre il Taranto, per libera scelta, ha supinamente subito l� ingiusta sanzione. La rivisitazione capillare ai regolamenti � urgente e necessaria. Proprio alla luce degli ultimi avvenimenti ed alla riapertura del caso, ove si fosse mai chiuso, presso la Procura della republica di Cremona, diviene estremamente impellente la rivisitazione e la dovuta modifica ad una norma stantia, che non ha pi� motivo di esistere. A tutela non solo delle societ�, ma principalmente dei tifosi, autentiche vittime di questa piaga che ha fatto perdere immagine e credibilit� a tutto l� ambiente calcistico nazionale”.

Abbiamo incentrato l�intervista in vari segmenti. In questa seconda parte desideriamo affrontare l�argomento della riforma dei campionati. Parlandone con il presidente Mario Macalli, lo stesso ci ha riferito, a chiare note, che la riforma scaturir� soprattutto per avvenuta “morte” delle societ� che eventualmente non ce la faranno ad iscriversi. Galigani cerca di affrontare il problema in maniera analitica : “In Lega Pro la situazione � drammatica. Credo che vada fatta un�attenta disamina della situazione. La crisi finanziaria che attanaglia il Paese coinvolge, inevitabilmente, il mondo calcistico e principalmente le societ� partecipanti ai campionati di Lega Pro. Gli incassi sono sempre pi� esigui e gli sponsor non sono pi� attirati. Le nuove imposizioni estremamente restrittive di legge dicono che muovere denaro � diventato difficile, quasi impossibile. Per tutti. Il riequilibrio tra costi e ricavi diviene imprescindibile. Tolta qualche rara eccezione, in casi sporadici e per brevi periodi, nessun imprenditore sar� in grado di effettuare investimenti pesanti nell� azienda calcio. Azienda a perdere, attualmente, nella maggior parte delle ipotesi. Nell� attuale ci sono societ� gi� in carenza con i pagamenti relativi al primo trimestre di gestione. Tra poco scatteranno i primi deferimenti e giungeranno le prime penalizzazioni. Viviamo un� epoca di classifiche virtuali. La “morte” naturale prospettata da Mario Macalli si riferiva propria a questo. La brutta situazione che si vive a Trieste, le difficolt� di Savona, le avvisaglie che giungono da altre piazze, anche importanti, sono pi� di un campanello di allarme. Non � da escludere che la ventilata riforma dei campionati subisca un� accelerazione notevole gi� al termine della corrente stagione sportiva. Bisogner� verificare quanti si presenteranno alla fine di giugno con i conti in regola. Nei confronti dei propri tesserati, dell�Enpals, dell� irpef e delle societ� consorelle. E quanti saranno in grado di allegare alla domanda di iscrizione al prossimo campionato la necessaria fidejussione bancaria. Il progetto Macalli, se mi � consentito dargli questo nome, � ambizioso. Non solo per i tre gironi a 20 squadre. Ma anche per la volont� di imporre alle societ� l� utilizzo dei giovani. La vittoria ottenuta nella diatriba per una pi� equa ripartizione dei diritti televisivi porter� nelle casse della Lega Pro somme ingenti di denaro e servir� proprio, ai presidenti, per la pi� rapida attuazione di questo progetto. Il maggior importo dei proventi da “minutaggio” sar� linfa prelibata per la salute dei bilanci. Convincer� anche realt� come Spezia, Cremona e Barletta, Sorrento, Frosinone, che sono gli esempi pi� eclatanti di gestione onerose,( ma i presidenti di quelle societ� per quanto tempo vorranno ancora sottoporsi a sacrifici finanziari notevoli, in presenza di questo “spread” divenuto cos� pressante ed attuale di recente, nella nostra vita quotidiana) ad adottare quei criteri di utilizzo dei giovani suggerito da presidente di Lega. Raggiungessimo questo obiettivo potremmo anche assitere ad un campionato pi� equilibrato ed avvincente e non come accade ora che una squadra tutta composta di “over” ne affronta un� altra che scende in campo con 9 undicesimi di “under”. All� insegna del : ti piace vincere facile!”.

Regola degli under

Altro problema sempre attuale, � la regola di utilizzo degli under. Su questo punto le idee di Galigani sono molto chiare: “La Lega Pro, indipendentemente dal discorso inerente il “minutaggio”, deve tornare ad essere il laboratorio dove le societ� di categoria superiore dovranno attingere. L�utilizzo dei giovani imporr� lo sviluppo dei settori giovanili. La ripartizione dei proventi finanziari dovrebbe tener conto anche di questo aspetto. Le societ� che riserveranno maggiore attenzione all� aspetto strutturale e della valorizzazione tecnica, dovranno essere premiate con un maggiore incentivo finanziario. Questo, a mio avviso, sarebbe un segnale importante per una efficace ristrutturazione epocale”.

Fonte: tuttolegapro