Le parole di mister Gentile dopo Foggia-ACR Messina:
“Non so cosa succederà nel futuro del Foggia. Il mio compito finisce qui, perché la deroga scade oggi e io sono a casa. Torno a essere tifoso del Foggia, ancora di più di oggi. Abbiamo vissuto emozioni pesanti. Una partita con tante facce. Noi protagonisti nel primo tempo, loro nel secondo dovevano fare qualcosa in più. Per me è stata una prova d’orgoglio. Quando sono venuto qui il primo giorno sono entrato con un’identità e ne sono uscito con la stessa. Ho detto alla rosa di chiudersi a riccio. Hanno dimostrato di avere coraggio e valore. Non sono scarsi e mediocri, ma sono stati portati in una situazione, anche se pure loro hanno delle responsabilità.
Seguo la squadra dall’inizio dell’anno e ho avuto una idea che ho seguito con questo 3-5-2. Sono stati bravi a seguirmi. Tutti hanno capito la difficoltà e ho dato un senso a quello che volevo fare. Si è vista una grande compattezza ed intensità in campo. Ci sono state poche persone che mi hanno supportato e stimolato. Io qui sono a casa mia.
Quando sono andato sotto le Curve è stato emozionante. La questione dei ragazzi però è stata una cosa bruttissima. Ho dedicato tutto a loro. Non c’era Gentile in campo, ma questa salvezza va a quei quattro ragazzi.
Io prima non facevo parte dello staff. Ho seguito l’Under 17 e ho fatto la panchina con la Cavese senza allenare la squadra, così come le volte precedenti. Per la prima volta quest’anno ho allenato per un mese la squadra.
Il VAR è legge. Ha sempre ragione lui nel bene e nel male. Le decisioni sono state entrambe giuste.
Io sono stato lucido. Sono foggiano ma le emozioni non mi hanno travolto. Se fossi stato in un’altra squadra non dico che avrei provato le stesse cose, ma di certo l’allenatore non si può far prendere. Ho sofferto, ma ovviamente l’ho fatto da allenatore che deve rimanere lucido e fare le scelte giuste. Le vittorie non vengono dall’oggi al domani. Se avessi vinto a Picerno forse non eravate nemmeno qui a farmi i complimenti. Negli ultimi metri siamo migliorati. Abbiamo lavorato sotto certi aspetti, aggiungendo sempre qualcosa in più. Emmausso si è messo a totale disposizione della squadra, e si è mosso da punta invece che andare in giro per il campo. Credo questa partita l’abbia fatto crescere tanto.
Se fossi arrivato prima non so se si sarebbero evitati i playout. Prima la situazione magari era anche più leggera ed essendoci maggiore serenità avrei affrontato le cose in maniera differente. Sicuramente avrei avuto lo stesso atteggiamento e avrei dato l’anima al 100%, ma non saprei per i risultati.
Mi hanno buttato in campo e detto “veditela tu”. Sul futuro non so cosa accadrà. Ho fatto un buon lavoro ma il calcio è maledetto e mi ha insegnato che non bisogna abbattersi nei momenti difficile e volare nei momenti alti. Potrebbe nascere qualcosa ma il mio compito è finito e sono felicissimo. Mi auguro che il Foggia trovi una stabilità.
Una maglia come la mia di oggi dovrebbe essere da tutti. Il pubblico ha fatto la differenza. Sono stato a Messina, ma qui è un’altra cosa. Il nostro pubblico è da Serie A e ti fa sentire la spinta. Quando sei sotto le Curve ti senti spinto. I calciatori tecnici come Emmausso, Gala e Zunno non li ho mai visti così, perché il pubblico li esaltava.
Nel secondo ci siamo schiacciati probabilmente a causa di un aspetto psicologico. Il Messina ha fatto subito dei cambi, mettendo forze fresche. Io ho dovuto spremere le mezzali al massimo, perché gli altri avevano pochi minuti in campo. Ho dovuto fare i conti con chi avevo. Se avessimo tenuto meglio palla, avremmo potuto trovare anche il secondo gol.
Reputo normale la reazione dei tifosi nei confronti della squadra, anche se secondo me sono contenti ma non lo diranno. Hanno il rammarico e la delusione di aver sofferto tanto e capisco il loro non applauso ai calciatori”.
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