Grande successo per “Il calcio ieri e oggi”.

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Si è tenuto ieri presso l´Hotel President il convegno dal titolo “Il calcio ieri e oggi”, organizzato dal nostro sito, che ha visto la presenza di illustri relatori in veste di rappresentanti di tutte le componenti protagoniste dell´odierno sistema calcio. Dopo i saluti inaugurali degli onorevoli Carmine Stallone (presidente della provincia) e di Umberto Candela (assessore allo sport del comune di Foggia) il convegno è entrato nella sua fase calda. A prender la parola è stato Massimo Caputi della Rai , volto noto nel panorama giornalistico televisivo nazionale che ha esordito così: “La crisi del calcio trova le sue origini più di dieci anni fa, quando alcuni presidenti sbagliarono le loro politiche, imvestendo per il solo gusto di togliere alla concorrenza. Poi entrarono in scena le pay-tv che ricoprirono il calcio di una montagna d´oro. Ecco quindi i contratti faraonici ai calciatori che, tengo a precisare, a mio modo di vedere non sono i responsabili della crisi del sistema”. Gaetano Fedele, procuratore, tra gli altri, di Fabio Cannavaro ha rimarcato la necessità di istituire delle regole e dei controlli più severi prendendo esempio da ciò che è avvenuto e ancora accade negli altri campionati continentali. “Il calcio non può fallire-ha continuato Fedele- ma qualcuno prima o poi dovrà agire, capendo che è importante investire sui giovani ed accorciare le rose. Questi i viatici per un ritorno a galla”. Altro ospite illustre del prestigioso convegno organizzato da calciofoggia.it è stato il signor Antonello Capone, una delle firme di peso della “Gazzetta dello sport” nonchè presidente nazionale dell´USSI (Unione Stampa Sportiva Italiana). Anche Capone crede che le politiche sbagliate delle piattaforme televisive (in particolare dei gruppi facenti capo a Canal Plus) non abbiano giovato a questo sport e al contrario abbiano illuso i dirigenti che “il calcio fosse un business senza fine”. Ma, al contrario di molti Capone sostiene che i contratti che portano nelle tasche dei più grandi campioni fiumi di denaro non costituiscono il più grave dei problemi. Al contrario, secondo Antonello Capone “sono i calciatori medi ad essere estremamente soravvalutati in sede di accordo economico, finendo per incidere in maniera sinistra nei bilanci delle squadre”. Da esperto quale è, Capone sostiene che “per il calcio ci sarà sicuramente una via di uscita, impossibile immaginarne la sua estinzione”. Ad un convegno così importante non poteva di certo mancare un campione del mondo. A Foggia per l´occasione è arrivato Pedro Pablo Pasculli che ha condiviso con Diego Armando Maradona la coppa del mondo vinta in Messico nell´86´. “E´ chiaro che preferisco il calcio di qualche anno fa-glissa subito l´argentino- dove umiltà ed attaccamento alla maglia erano valori che questo sport sprigionava. Ora bispgna rimboccarsi le maniche e cercare di uscire da questo momento delicato prendendo esempio da quanto di buono si è comuqnue prodotto in Italia (il Chievo, ad esempio) o in Europa”. Molto interessante anche il tema degli arbitri. Al tavolo dei relatori era seduto anche Romeo Paparesta (papà di Gianluca, arbitro internazionale) che ha spiegato anche il punto di vista del direttore di gara, protagonista, sempre discusso, della domenica calcistica. Paparesta ha aperto il suo intervento con una domanda quasi provocatoria: “Ci srà l´arbitro nel calcio dle futuro?”. Ha poi giudicato la moviola come uno strumento costruttivo nella formazione dell´arbitro, mentre ha espresso parere negativo per quel che riguarda il sorteggio, considerato dagli arbitri quasi mortificante. A questo punto è intervenuto Delio Rossi (allenatore dell´U.S. Lecce, fresco protagonista dell´impresa al Delle Alpi) che ha più volte sollecitato in un interessante intervento l´istituzione di una classe professionistica arbitrale, che possa veramente premiare i bravi arbitri, ma anche intervenire su chi si rende protagonsita di decisioni sbagliate. Prima della chiusura dei lavori, parola al dottor Macchiarola (presidente provinciale del Coni, intervenuto anche in veste di medico sociale): “Il calcio, come lo sport è lo specchio della situazione nella quale ristagna la società. Ora, nello sport più amato sembrano essere tutti più convinti dell´inmportanza dei vivai e delle scuole calcio”. E, parlando di rapporto tra calcio e salute, Macchiarola aggiunge: “Quando un atleta viene sottoposto ad eccessivi carichi di lavoro c´è la tentazione di ricorrere ad espedienti extra, teoria forse importanta dal ciclismo. Credo che nessuna attività sportiva di un certo livello può essere svolta senza l´apporto di integratori. Ma, il doping, quello vero, può essere combattuto solo con l´utilizzo di appropriati controlli”. Calcio e media, questo l´ultimissimo tema prima dei saluti finali: ovvio che ha relazionare sia Massimo Caputi. Il giornalista della Rai, volto noto di “Quelli che il calcio” dice: “L´influenza dei media non è stata del tutto positiva. Bisogna prendere coscienza che chi dispone di un microfono ha un potente ed enorme mezzo. Deve esserci sempre la massima responsabilità e professionalità da parte di chi informa.” Dopo quasi due ore e trenta di interessantissima discussione si chiudono i lavori, con la speranza che da Foggia, ed anche grazie a Calciofoggia si siano lanciati segnali di ottimismo verso la risoluzione dei tanti problemi che attanagliano lo sport più amato del mondo.