Quello che ieri ha vinto la sua prima gara in trasferta � stato davvero un bel Foggia, forse addirittura il migliore della stagione per attenzione e grinta. Come succede spesso nei bar o tra i gruppetti di storici tifosi davanti allo stadio qualcuno si sar� lasciato andare alla proverbiale sovraeccitazione da vittoria, tipico stato emozionale di questa citt�; quello che allo stesso tempo, dopo una sconfitta, presenta davanti agli occhi dei tifosi gli orridi spettri della retrocessione, costringendoli a frasi del tipo:�Mo amma v�d� come c�amma salv� (adesso dobbiamo cercare di salvarci)�. Forse per�, l�azzardato paragone tra il Foggia e la serie A non � del tutto campato in aria. O meglio, questa volta c�� qualcosa che lega i rossoneri alla massima categoria. Pensiamoci bene. Un ragazzo con la numero dieci posizione il pallone per una punizione. Guarda il portiere e scocca il tiro. La palla si alza per poi scendere rapidamente e finire la sua corsa in fondo al sacco, proprio nel sette, lasciando il portiere esterrefatto. Il numero dieci libera la sua gioia correndo e tirando fuori la lingua raccogliendo l�abbraccio dei compagni. Gran bel gol di Del Piero, direte voi. No, gol di Antonio Piccolo, autore di una prodezza da campione che per ha ricordato ai tifosi del Foggia il sinistro di De Zerbi, ma non andiamo fuori discorso. Pochi minuti dopo, un ex jolly d�attacco, nato come esterno a destra ma adattato prima in difesa a destra poi a sinistra, comincia a macinare chilometri sulla fascia mandando in tilt il malcapitato terzino avversario. Incursione offensiva su un calcio di punizione e gol. Ancora un�incursione con tempismo perfetto ed � doppietta. Un calciatore universale ed indispensabile per ogni allenatore. No, non stiamo parlando di Gianluca Zambrotta ma di Tommaso Tornado Colombaretti. Caspita, il Foggia � da serie A! No, non esageriamo, per� se prende coscienza dei propri mezzi, se si rende conto di quello che pu� fare se gioca al massimo, pu� diventare la Juventus della serie C.
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