La parola più gettonata. L’incipit su un foglio bianco. La suggestione di un nome astratto dai significati non scontati. Identità. Il senso e la consapevolezza di sé come entità distinta dalle altre e continua nel tempo. La psicanalisi insegna. La Treccani riporta. Gennaro Casillo è stato chiaro nel presentare la sua idea di Foggia. L’identità prima di tutto. Che poi nelle scienze sociali è un concetto che racchiude il “complesso degli elementi e dei processi relativi all’individuazione di una persona, o di un soggetto collettivo, in quanto tale, da parte di sé e da parte degli altri”, secondo la didascalia griffata ancora Treccani.
Il Foggia ripartirà da qui. Dalla necessità di riappropriarsi del suo dna. Di depurarlo dalle contaminazioni di anni di logoranti lotte intestine, d’intromissioni esterne criminose e di risultati deludenti (per utilizzare un eufemismo!) che hanno trascinato il sodalizio rossonero nel buio di un tunnel senza uscita. In sintesi, occorre tornare a essere riconosciuti – in primis da sé stessi – come Foggia calcio! Con le stimmate di una tifoseria “culturalmente evoluta” che applaude Pippo Inzaghi per il suo gesto verso un piccolo supporter malato o apprezza il controllo elegante di Nesta (nelle vesti di allenatore del Perugia) sotto la Tribuna centrale. E non si confonde con atteggiamenti provocatori in campo e fuori, tratti distintivi di una gestione (fortunatamente lontana!) che trasformò partite e allenamenti in esercizi di arroganza e prevaricazione.
Primo punto allora: l’identità. Da dove si comincia? Dal settore giovanile. Scontato! L’argomento però non ci scalda troppo. È un classico per chi presenta un progetto (parola, peraltro, che nella nostra «scala di antipatia» è seconda solo a “modello”). Sospendiamo il giudizio. Vedremo più avanti. Capiremo se l’abusatissima equazione: “Un giocatore in meno, un campo in più” si tradurrà in atti concreti. I primi segnali da questo punto di vista sono incoraggianti. Speriamo quindi che i colori rossoneri tornino a fare breccia nel cuore (e nei piedi) delle nuove generazioni. E ci sia una fusione empatica tra passione e professionalità.
Intanto, in attesa dei… giovani registriamo la scelta di puntare sull’esperienza per creare l’organigramma sportivo. Il Foggia 2026/27 vedrà infatti protagonisti Giovanni Francavilla, Peppino Pavone e Gaetano Auteri. Profili che masticano calcio da tantissimi anni, tessitori (nel caso del DG e del Direttore Tecnico) di rapporti “secolari” con società di prima fascia, oppure (e ci riferiamo al mister di Floridia) profondi conoscitori della Lega Pro. La ratio è stata quella di ridurre al minimo il margine di errore. Di non improvvisare o farsi guidare dall’istinto emozionale che molto ha contribuito a rendere la passata stagione una straziante processione verso il baratro. Da Francavilla e Pavone (soprattutto) ci aspettiamo calma e sangue freddo. Nessun comportamento ischemico e tanto buon senso nel relazionarsi con una piazza esigente come quella foggiana. Casillo ha annunciato che la proprietà sarà più defilata. Difficile credergli (chi mette i soldi vuole sempre avere voce in capitolo, è “norma costituzionale”!), ma siamo sicuri che gli azionisti di riferimento abbiano imparato la lezione.
Dunque, identità ed esperienza. Poi c’è la novità. Alex Casella, il nuovo DS. Alcune esperienze professionali interessanti e una promettente prossimità con Paratici e Giuntoli. All’ex Pro Vercelli e Spal è stato chiesto di riportare entusiasmo. Dovrà farlo – però – con le sue armi. Freschezza, creatività e dinamismo. Sarà il campo a dire se l’intuizione è stata azzeccata. L’opera è appena all’inizio. C’è un’intera rosa da formare e assemblare. Il torneo sarà lungo e insidioso. Ma se si chiuderà con la ritrovata unione (reale, non surrettizia) tra club e tifoseria, potrà essere comunque salutato come positivo.
Ovviamente, dal tappeto verde dovranno arrivare risposte incoraggianti. Ma ci sembra presto per coltivare ambizioni importanti. Toccherà al rinnovato management farlo capire e governare la barca nei momenti di “burrasca” che fisiologicamente arriveranno…
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