Gli eventi che hanno caratterizzato l’inizio di questa settimana, con la brutta pagina giudiziaria che ha portato Foggia agli onori della cronaca, potrebbero, a nostro modo di vedere, far scattare un moto di orgoglio da parte del territorio che, mai come in questo momento, potrebbe avere un ruolo importante esprimendo la propria solidarietà alla squadra di calcio della città, della provincia. Attenzione, stiamo parlando di solidarietà alla squadra di calcio del territorio e non al proprietario del club Nicola Canonico che in questa vicenda è pur sempre parte lesa nella inchiesta condotta dalla DDA di Bari. A Canonico va riconosciuto il coraggio di aver denunciato le intimidazioni e le estorsioni di cui è stato oggetto in questi anni ma è anche vero che, a pochi giorni dalla data di scadenza del 6 giugno per l’iscrizione al campionato, è colui che può decidere davvero le sorti del glorioso club. Tutti si interrogano su cosa ne sarà del Foggia, tutti adesso si attendono ancora una volta una dimostrazione di attaccamento del patron a questi colori. Ma come si può dimostrare che c’è attaccamento alla squadra di calcio che altrimenti sarebbe destinata a sparire tra i meandri del dilettantismo ammesso che poi ci sia qualcuno disposto a farlo ripartire? Come si potrebbe esprimere solidarietà al territorio attraverso una dimostrazione di interesse e affetto intorno alla vita del club rossonero che da poco ha festeggiato i suoi 105 anni di vita? Basterebbe che le associazioni di categoria, investite dalle istituzioni, dalla Camera di Commercio, si unissero a sostegno del club sotto l’aspetto economico, con la partecipazione ad iniziative di volontariato che possano fungere da supporto emotivo in questo momento così delicato e travagliato della vita del club. Inutile nascondere o sottovalutare che il calcio a Foggia rappresenta un potente strumento di aggregazione sociale e che nella vita quotidiana del tifoso è un punto di riferimento per continuare a credere nel senso di appartenenza. Piccole quote, anche mille euro, versate a titolo di sostegno personale da parte delle aziende o di singoli imprenditori come segno tangibile che questa città vuole continuare a vivere e riscattarsi alla luce degli eventi negativi che continuano a macchiare la dignità di tanti tifosi e di tanta gente per bene che vive questo territorio. L’incontro interlocutorio di giovedì a Palazzo di Città che, probabilmente, sarà ripetuto nei primi giorni della prossima settimana potrebbe essere propedeutico a questo tipo di iniziativa. Ma bisogna fare presto perché il tempo stringe. E la Foggia che vuole bene alla propria squadra di calcio non vuole morire.
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