Il Cosenza si scioglie, fallito il 4-4-2

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Un Cosenza abulico ed irriconoscibile, soprattutto nel secondo tempo, rischia le penne in pi� di una circostanza ed alla fine torna negli spogliatoi del San Vito con un punto che � oro colato, dinanzi alle occasioni irripetibili capitate alla Reggiana, che tormenteranno i sogni dei granata a lungo.
Sul fango del San Vito bagnato dalla pioggia a naufragare � soprattutto il 4-4-2 varato da Toscano nonostante le implorazioni di parte della tifoseria (e di Fiore, costretto a giocare mediano) e la considerazione ovvia che questa squadra era stata pensata e costruita per ben altri schemi. La difesa a 4 che doveva tranquillizzare sbanda paurosamente esattamente come quella a 3, dimostrando che il problema sono gli uomini e non il loro numero; il centrocampo non copre perch� non � quello il lavoro di Fiore e non imposta perch� non � quella la natura di De Rose. Il numero dieci rossoblu, allontanato dalla sua naturale zona a trequarti, viene costretto ad abbandonare a se stesso un attacco che ce la mette tutta, con gli spunti in velocit� del rientrante Danti e la prestazione-monstre di un Biancolino ciclonico, che segna un gol da cineteca e trascorre 90′ a far dannare l�anima alla difesa ospite. Nemmeno gli esterni, per�, sono ispirati, con un La Canna che appena l�anno scorso retrocedeva dalla D all�Eccellenza e non si vede perch� oggi dovrebbe spopolare in C1, ed un Maggiolini che, pressocch� sollevato da compiti di marcatura, mostra lo stesso la corda.
Il risultato che si ottiene � che la Reggiana capisce, ahilei troppo tardi, che pu� far sua la partita, e gioca un secondo tempo d�assalto, forte del fatto che i Lupi, privi di gioco, con le fonti inaridite, si aggrappano a lanci lunghi buoni per soprendere le difese affrontate nelle scorse stagioni, non certo quella di una pretendente al salto in serie B. Ripetutamente gli ospiti insidiano Gabrieli, che gi� nel primo tempo subentra ad un Petrocco infortunato, che per� aveva fatto in tempo a subire un gol da censura. In avvio, dopo una fase di studio e due incursioni di Nardini (Al quale forse nessuno aveva detto che la difesa del Cosenza oggi era a 4 e quindi �pi� sicura�) che fanno tremare i polsi, il Cosenza trova il gol al primo serio tentativo.
E che gol.
Fiore lavora palla sulla destra, ricevendola da un La Canna risoluto a non crossare nemmeno su ordinazione; il galactico � di tutt�altro avviso, e dopo aver saltato il suo uomo pennella un sinistro prodigioso che trova Biancolino in mezzo, mentre sta rubando il tempo al suo marcatore. Il Pitone, di destro, cava dal cilindro una sforbiciata da antologia, che lascia senza scampo Tomasig.
Il Cosenza potrebbe giocare sul velluto, ed in effetti per buona parte della prima frazione lo fa. Ma non succede quasi nulla. Il primo tempo scorre coi Lupi che non affondano la zannata decisiva, e cos� la Reggiana viene fuori, fino a trovare il pari. E� il 27′: Stefani calcia forte, centrale e rasoterra una punizione da poco fuori area. Petrocco si addromenta, e la frittata � servita. Un film gi� visto varie volte quest�anno.
Il Cosenza ci prova, a rifarsi sotto, ma le idee sono poche e ben confuse: Fiore, Biancolino e Danti, per�, fraseggiano magistralmente offrendo una palla d�oro a Bernardi, proprio in chiusura: da due passi, il diagonale dell�esterno sfiora il palo ed esce sul fondo.

La ripresa � molto pi� viva, grazie alla Reggiana che si fa venire l�idea di vincere, o almeno provarci. I granata collezionano tre-quattro palle gol limpide, che per� Gabrieli sventa da campione. Ci prova prima Maschio dai 25 metri al 7′: il portierino rossoblu toglie la palla dall�incrocio con un volo magico.
Replica Rossi al 26′, solissimo davanti al pipelet su assist di Alessi: in uscita bassa Gabrieli si propone per una beatificazione e salva ancora. Sempre Rossi riceve da Nardini al 34′ e rimette al centro da sotto porta: Porchia salva alla disperata. Ed infine al 43′ la Reggiana capisce che non � proprio aria, quando Viapiana, sempre solissimo e sempre a pochi metri dalla porta, incredibilmente manda fuori di tacco un pallone vagante che sembrava destinato alla rete.
Cos�, proprio all�ultimo minuto, quasi si materializza una beffa atroce per gli ospiti: la sventa Tomasig con un gran volo su un sinistro di Scotto, servito dal solito Fiore, da distanza ravvicinata.
Poi, i tre fischi dellメarbitro.
Si viaggia ora alla volta di Foggia. Il Cosenza torna ad interrogarsi, dopo aver perso l�ennesimo treno, sul valore assoluto di un organico che per� presenta lacune abbastanza gravi, e sulle possibilit� di centrare i playoff che sembrano sempre l� ad un passo e non si mettono al sicuro mai.
Di sicuro c�� il fallimento totale del 4-4-2. Speriamo che Toscano stavolta lo abbia capito.

Fonte: cosenzacalcio.eu