IL PROFILO CALCISTICO DI COSIMO SALATINO

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scritto da Piero Colangelo
Match Analyst FIGC, SICS , PANINI
Allenatore UEFA B
Osservatore Scout R.O.I.

Nella prima partita ufficiale del nuovo Foggia ha esordito, anche se da subentrato e per pochi minuti, uno dei ultimi acquisti, Cosimo Salatino, che nelle intenzioni dei tecnici si candida ad agire da seconda punta accanto a Iadaresta.
Nella se pur breve apparizione, l’ex tarantino ha mostrato qualche numero interessante lasciando la sensazione che è stato acquisito un calciatore che potrebbe dare un apporto importante alla causa rossonera.
Nato a Lizzano in provincia di Taranto il 29 ottobre 1999, è alto 175 cm. per 73 kg di peso.
Salatino è un normotipo di statura bassa, con fasce muscolare nella norma. Spalle ben allineate e muscolatura che presenta una discreta tonicità.
Il tarantino è dotato di una discreta capacità aerobica, la sua corsa è veloce, con appoggi potenti , che resta costante anche sul lungo. Mostra una buona rapidità ed agilità ed è reattivo negli spazi brevi.
Le sue competenze tecniche sono discrete. Possiede una sufficiente abilità nel saltare l’uomo, anche con il dribbling, e mostra una discreta visione di gioco. Come un altro Cosimo, suo conterraneo (Chiricò), usa quasi esclusivamente il piede sinistro.
Cresciuto nella Virtus Francavilla, ha giocato in D con il Gravina ed il Taranto. La Virtus ne detiene il cartellino ed è stato acquisito dal Foggia solo in prestito.
Lo scorso anno, nel Taranto, è stato poco utilizzato, 23 partite, ma soltanto 14 da titolare mettendo a segno solo 2 reti. Bisogna però considerare che in molte gare è stato impiegato come centrocampista esterno nel 4 -4-2.
Riteniamo che Salatino si esprima meglio quando può essere lanciato in posizione decentrata, dove può mettere a frutto la sua velocità e padronanza nella conduzione della palla. Capace anche di creare superiorità numerica grazie all’abilità nel saper superare il marcatore con lo scarto ed anche con il dribbling.
Comunque è anche nelle condizioni di giocare con profitto in zona centrale, grazie ai tempi e visione di gioco da trequartista.
Quando attacca lo spazio diventa pericoloso soprattutto se gioca di sponda con il compagno.