Il ritorno dello Zar

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Dopo 15 anni ritorna Zdenek Zeman sulla panchina del Foggia. Il popolo rossonero segue da vicino il ritiro della propria squadra, tanta � la voglia di tornare tra gli stadi della seria A

Intervista esclusiva al tecnico del Foggia Zdenek Zeman che si racconta a RovigoOggi.it

Valdaora (BZ) – Sono passati pi� di vent´anni da quando un giovane allenatore boemo faceva impazzire la piazza di Foggia regalando ai tifosi un calcio champagne che non si era mai visto prima di allora. Ebbene a distanza di cos� tanto tempo Zdenek Zeman � tornato nella sua citt� di adozione, per cercare di riportare in serie A la squadra rossonera. Siamo andati a trovarlo nel primo ritiro estivo (il secondo si svolger� nei pressi di Foggia dalla prossima settimana) a Valdaora (Bz) splendida localit� a pochi passi dal confine austriaco. Qui Zeman ha letteralmente catalizzato l´attenzione di tutti: dai tifosi ai mass media ai semplici turisti. Lui sa di essere il personaggio da copertina ma fa finta di niente e preferisce mantenere alta la concentrazione sugli allenamenti (sempre molto temuti e duri) che servono a forgiare i nuovi giovanissimi talenti che militeranno nella squadra di Prima Divisione del girone centro-meridionale.

Mister, che cosa � cambiato nel calcio italiano di oggi rispetto a quello di quando lei stup� tutti con Zemalandia?
“La differenza � tanta. Il calcio di adesso � pi� business che sport”.

Qual � il sogno nel cassetto di Zeman?
“Nessun sogno. Io vivo di realt�. Sono a Foggia per migliorare i giocatori e dare tante soddisfazioni ai tifosi”.

Tanti anni di esilio dal calcio di casa nostra che cosa hanno provocato in Zeman?
“Ho seguito il calcio da fuori e mi sono dedicato ai miei hobbies. Tra questi il golf”.

Vede la possibilit� di scoprire dei nuovi Signori, Baiano, Rambaudi tra i nuovi acquisti del Foggia?
“Lo spero, anche se la squadra � molto giovane ma ha tanto talento. Tra due-tre anni mi auguro di trovare questi calciatori in serie A”.

Un personaggio storico al quale le piacerebbe essere accostato?
“Non ho idoli. Calcisticamente sono cresciuto con il mio maestro Kovac”.

Qual � il calciatore da lei scoperto che pi� le ha dato soddisfazioni?
“Ce ne sono troppi. Difficile quindi fare una scelta. Ma se proprio dovessi fare dei nomi punterei su Beppe Signori e Francesco Totti”.

Quale nazionale avrebbe voluto allenare ai recenti Campionati del Mondo?
“La Spagna a prescindere dal successo finale. Il calcio spagnolo � tutto da seguire”.

Non teme il rischio di troppa pressione e di troppe attese attorno alla sua squadra?
“Io penso che invece le motivazioni possano dare tanti stimoli ai miei calciatori”.

Il Foggia torner� in serie B gi� dalla prossima stagione?
“Mi auguro che riusciamo ad andarci creando un calcio positivo”.

Tutti parlano di lei anche se riparte dalla serie C1. Questo significa che il calcio italiano ha ancora bisogno di un personaggio fuori dagli schemi?
“Se il calcio italiano � stato senza di me per un anno e mezzo vuol dire che non sentiva tanto la necessit� di avermi…”.

Il solito Zeman dunque, che parla poco ma quello che dice fa sempre effetto. Nei tre giorni passati a seguire da vicino il ritiro foggiano ha impressionato il calore della gente giunta da ogni parte dell´Italia pur di salutare il profeta del bel calcio. E´ stata davvero una sensazione unica respirare il bel clima che si � ricreato a Foggia con il ritorno non solo di Zeman ma anche di tutto lo staff che alla fine degli anni Ottanta dalla C1 approd� fino alla serie A sfiorando addirittura l´impresa di qualificarsi per la Coppa Uefa.

Abbiamo chiesto un parere allo storico direttore sportivo Peppino Pavone.

Qual � il vostro obiettivo?
“Per noi questa � una nuova scommessa. Vogliamo divertirci e non ci poniamo il passato come traguardo”.

In che cosa consiste la vostra giornata tipo nel ritiro?
“Facciamo due allenamenti: uno la mattina sulla tenuta atletica e l´altro il pomeriggio su tecnica e tattica. La seconda parte del ritiro si svolger� dall´11 agosto fino all´inizio del campionato. Andremo in una zona collinare vicino a Foggia. Zeman predilige due tipi di ritiri: uno montano e l´altro collinare”.

Vi aspettavate tutto questo entusiasmo da parte dei tifosi?
“No, sinceramente pensavamo ci fosse pi� scettismo attorno a noi. Evidentemente abbiamo lasciato dei bei ricordi alla gente di Foggia”.

Ad assistere all´amichevole vinta 5-0 contro una squadra dilettante del posto, un nutrito gruppo di tifosi in gran parte giunti dalla Puglia. Sul campo � stato appeso uno striscione con la scritta “Ben tornato a casa Zeman”. Intervistati Maurizio Padalino, Fulvio Cicchella, Gianluca Verile storici tifosi del Foggia delle meraviglie. “Sono 12 anni che siamo sospesi tra C1 e C2. Per noi il ritorno di Zeman rappresenta pi� che una speranza. Vediamo gi� una squadra organizzata. Sono tutti ragazzi di qualit�, tra i quali spiccano tre elementi. Dal 1998 siamo fuori dalla serie B. Nel 2007 arrivammo vicini alla promozione, ma ad Avellino un gol ad un minuto dalla fine ci tolse questa gioia. Zeman � garanzia di lealt� sportiva e siamo molto contenti di riaverlo a casa nostra”.
Mentre Zeman si coccola i giocatori come fossero figli e prima fischietta e poi canta “La vie en Rose” arrivano altri tifosi di Lazio e Roma che si dicono nostalgici dei suoi tempi passati nella capitale. Perch� con un giorno di Zeman impari pi� di un anno in una scuola calcio…

Fonte: Marco Scarazzatti – www.rovigooggi.it