Lメ1-4-3-3 DI PASQUALE PADALINO

0
85 views

scritto da Piero Colangelo
Allenatore UEFA B
Match Analyst SICS
Osservatore Scout R.O.I.

Ogni allenatore predilige un determinato sistema di gioco anche se la squadra ne deve conoscere pi� di uno per far s� che il tecnico possa eventualmente apportare correttivi in virt� di quella che � la disposizione tattica dell�avversario o per effetto del verificarsi di eventuali situazioni di gioco tipiche dell�andamento di una partita di calcio, quali il risultato, l�espulsione, l�inferiorit� per infortunio ecc., che possono rendere necessari correttivi da apportare, in corso d�opera, al modulo.
Analizzando come hanno giocato Matera e Lecce quando sono state allenate da Pasquale Padalino, non vi � dubbio che l�allenatore foggiano prediliga il sistema di gioco 1-4-3-3. Lo ha adottato sia a Matera (da subentrato) e soprattutto a Lecce.
Ma il solo modulo non consente di conoscere quale sia lメimpiato di gioco ( lメinsieme dei principi di gioco che lメallenatore trasferisce alla squadra) creato dal tecnico e soprattutto quale sia lメatteggiamento che la sua squadra mantiene nel corso della partita.
Ho preso pertanto in esame due partite del Lecce pescate nel mio archivio personale: Lecce Catania e Lecce Messina.
Ne ho ricavato interessanti spunti su come l�allenatore ama far giocare le sue squadre e come il nuovo tecnico del Foggia presumibilmente vorr� schierare la squadra alla ripresa del campionato.
Molto dipender� dai calciatori che, su proposta del tecnico, verranno acquisiti nel corso della riapertura delle liste di trasferimento, e presupponendo il ritorno al modulo 1-4-3-3, la squadra potrebbe avere determinate caratteristiche che appresso sono state rappresentate e che partono dall�analisi tattica delle partite menzionate.

FASE DI POSSESSO
Costruzione del gioco

Il tecnico foggiano richiede ai propri calciatori di prediligere la costruzione dal basso. Allo sviluppo della manovra partecipano di solito i due centrali ed un esterno basso pi� due dei centrocampisti centrali, con l�altro terzino che resta collegato, una sorta di 3+2.
Nel Lecce erano soprattutto Ciancio e Giosa ad avere compiti di regia e di solito lo sviluppo si � dimostrato fluido, anche quando non giocava un play di ruolo quale � Arrigoni. Infatti nella partita con il Catania il tecnico ha giocato senza il play mentre con il Messina ha schierato il play Arrigoni nel ruolo di difensore centrale, delegando cos� ai centrocampisti che stazionavano in zona centrale il compito di dettare i tempi di gioco quando l�azione non si sviluppava direttamente sulle fasce laterali.

Sviluppo del gioco
Lo sviluppo del gioco avveniva soprattutto sulle fasce, con lメesterno basso in zona palla che si sovrapponeva allメesterno alto, mentre lメaltro terzino restava, di solito, sotto la linea della palla in marcatura preventiva ed, in ogni caso, con compiti di copertura.
Nelle partite esaminate c�� stata una continua rotazione dei centrocampisti con Fiordilino che pi� degli altri presidiava la zona centrale. Quando il gioco si sviluppava su di una delle due catene, un centrocampista scivolava in zona palla creando una catena a tre. Di rado sono stati individuati calciatori che stazionavano tra le linee non essendoci un trequartista di ruolo in organico, tra l�altro, non previsto nel modulo 4-3-3.
Finalizzazione
In fase di finalizzazione, non sono stati notati particolari movimenti, se non il movimento dellメesterno alto Pacilli che tendeva ad accentrarsi per liberare lo spazio per lメinserimento di un centrocampista o dellメesterno basso.

FASE DIFENSIVA
Pressing alto
La pressione sul portatore di palla e sugli appoggi quando la squadra avversaria costruisce dal basso era una costante tattica nel Lecce di Padalino. In fase di non possesso la squadra restava sempre alta con le tre punte che facevano pressione coadiuvati da due centrali di centrocampo e dallメesterno in zona palla.

Difesa alta

Il Lecce in fase di non possesso faceva molta densit� in zona palla con le tre mezzali, mentre una sola delle punte spesso scalava sulla linea dei centrocampisti, di solito Pacilli.
La モpressione forteヤ permetteva alla linea difensiva di mantenersi alta. Essa era indirizzata alla conquista immediata del pallone in modo da produrre transizioni positive. Per tale ragione le punte restavano sopra la linea della palla in attacco preventivo.