L’altra metà del campo – La Casertana

I giocatori della Casertana esultano dopo un gol (foto: Ufficio Stampa Casertana)

Una neopromossa dalle grandi ambizioni. La Casertana che ospiterà il Foggia lunedì sera al Pinto sta vivendo un momento magico. Quarta posizione in graduatoria, 27 punti in 15 incontri e una progressione eccellente. Otto punti nelle prime 8 partite (media un punto a incontro); 19 punti nella successive 7 (media 2,70) con 6 vittorie e un pareggio. Imbattuta in trasferta, la compagine rossoblù ha perso appena due partite nel torneo, entrambe in casa con Catania e Avellino. Una curiosità “territoriale”: i campani hanno vinto le 4 partite esterne giocate contro formazioni pugliesi (Brindisi, Audace Cerignola, Virtus Francavilla e Taranto) e hanno invece pareggiato l’unica interna (con il Monopoli).

Dietro a questi numeri (freddi ma decisamente indicativi) c’è però una storia. Che parte a livello societario nel 2017 quando l’imprenditore caseario Giuseppe D’Agostino diventò proprietario dei falchetti (soprannome che riprende lo stemma societario) con la ferma volontà di portare in «B» la squadra. Il percorso rossoblù ebbe però un punto di svolta negativo a fine campionato di Lega Pro 2020/21 (in cui i rossoblù chiusero decimi e furono eliminati al 1° turno playoff) quando il club non fu iscritto per non aver presentato in tempo utile una fideiussione da 350mila euro. La Casertana è così ripartita dalla serie D. Il primo anno di purgatorio è terminato con un deludente 7° posto nel girone H, il secondo (2022/23) con la 3ª posizione nel girone G e la successiva vittoria nel playoff che ha collocato i falchetti nella griglia delle ripescabili. Il terremoto estivo che ha coinvolto la Reggina ha provocato la riammissione (a cascata) del club campano che il 31 agosto è tornato ufficialmente tra i Pro.

Ed è qui che entra in scena il DS Alessandro Degli Esposti che compie una vera e propria “opera magna”. Fa una formazione competitiva in tempi record (grazie – ovviamente – alle risorse messe a disposizione dal patron D’Agostino!). “Abbiamo costruito la squadra in pochi giorni (4 per la precisione ndr), prendendo giocatori fuori dai vari progetti tecnici”, ha dichiarato venerdì scorso l’ex DS del Cerignola (tra le altre) durante la trasmissione Kick Off su Foggia TV. E sì perché nel breve periodo concesso per la proroga mercato sono arrivati tantissimi giocatori, messi subito a disposizione del tecnico Vincenzo Cangelosi, storico vice di Zeman, che – dal canto suo – era approdato nella città della Reggia a fine dicembre 2022 ed è stato confermato anche per la stagione 2023/24.

Mister Cangelosi è uno dei cinque ex rossoneri della Casertana: insieme al tecnico ci sono infatti i difensori Sciacca e Cadili, l’esterno offensivo Turchetta e Alessio Curcio, capitano dei satanelli nell’ultimo passaggio di Zeman in Capitanata. La Casertana gioca con il tradizionale 4-3-3 (“eredità filosofica” proprio del Maestro), ma l’allenatore palermitano ha avuto la capacità anche di adattarsi e operare – in determinate situazioni – qualche salutare modifica tattica.

Comunque in porta agisce il faentino Venturi, titolare inamovibile nonostante più di una perplessità suscitata. In difesa, i due esterni hanno qualità ed esperienza. A destra c’è lo svincolato (dopo l’avventura di Crotone) Calapai, che nel 2012 Montella (oggi CT della Turchia) fece esordire in «A» in maglia Catania contro l’Udinese al Massimino. Per lui oltre 340 presenze tra i professionisti. Sulla fascia opposta agisce Anastasio, giunto in prestito dal Monza, club con cui fu promosso in B nel 2019/20. Cresciuto nel settore giovanile del Napoli, ha ottenuto anche un’altra promozione (peraltro da comprimario), stavolta in serie A, con il Parma. Nella passata stagione era a Vercelli. Al centro, oltre a Sciacca gioca Daniele Celiento (accostato in estate anche al Foggia), pure lui di scuola Napoli, arrivato dal Bari (prestito con obbligo di riscatto in caso di promozione dei falchetti) con cui ha ritrovato due stagioni orsono la cadetteria.

E a proposito di promozioni in «B», ecco il duo di centrocampo ProiettiDamian (quest’ultimo reduce da infortunio e dunque in dubbio per lo Zaccheria), che furono protagonisti (soprattutto il playmaker torinese) della vittoria del torneo di Lega Pro con la Ternana di Lucarelli nel 2020/21. Se non dovesse giocare Damian, spazio al 2001 Matese, cuore rossoblù tornato a casa dopo le esperienze di Messina e Trapani (in «D»). In mediana (dove mancherà Casoli squalificato), si disimpegna Marco Toscano, “svezzato” nelle categorie di base del Palermo, che ha fatturato anche 24 “caps” e un gol in «B» con l’Entella nel 2019/20. Fu lanciato da Vincenzo Italiano (attuale allenatore della Fiorentina) nel Trapani con cui vinse anche i playoff di serie C.

In avanti, ci sono l’ex Novara e Triestina (con un trascorso in B con il Cittadella) Tavernelli, tre reti sinora (tutte a squadre pugliesi e tutte fuori casa, l’ultima quella che ha regalato i tre punti allo Iacovone), e soprattutto Adriano Montalto, il “Tagliagole” (appellativo mutuato dall’esultanza del 35enne di Erice), reduce dalla promozione in B con la Reggiana (9 reti per lui nel trionfo dei ragazzi di Diana). Un «giramondo» dal sinistro “ciclopico”: di lui si ricordano i cambi continui di casacca (solo con la Reggina è rimasto più di una stagione) e un campionato memorabile in «B» con la Ternana di Pochesci nel 2017/18. In quell’anno realizzò una quaterna contro la Pro Vercelli ed entrò in maniera prepotente nel cuore dei tifosi delle Fere grazie alla doppietta nel sentitissimo derby con il Perugia vinto al Curi 3-2 in rimonta il 22 aprile 2018. Sarà lui il pericolo numero uno di una compagine che vola sulle ali dell’entusiasmo e che proverà a dire la sua sino alla fine nella lotta per il primato nel girone.