Lega Pro, elogio della lentezza

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E� partito il campionato di Prima Divisione della nuova Lega Pro (la vecchia serie C). Non si parla pi� di C1, dunque, e bisogner� abituarsi a una novit� che i distratti media nazionali non hanno ancora del tutto assorbito. Il cambiamento non � stato soltanto formale, vale a dire quel mero maquillage che in molti avevano pronosticato. Siamo davanti, piuttosto, al primo vero tentativo di riforma del calcio professionistico italiano. La Lega Pro � una sorta di laboratorio e funger� da volano per le serie maggiori.

Il presidente Mario Macalli ha stupito un po� tutti, imponendo quella linea verde da anni ipotizzata come mission naturale di questa categoria e per� sempre disattesa. Se il buongiorno si vede dal mattino, i primi risultati sono pi� che incoraggianti. La prima giornata di campionato, nonostante il caldo asfissiante, � stata contrassegnata da una serie di partite assai combattute sia nel girone A che nel girone B. Il paradigma della nuova Prima Divisione � stato la gara Legnano-Padova, nella quale i giovani lilla hanno tenuto testa alla potente corazzata biancoscudata correndo addirittura il rischio di affondarla. Prova provata che puntare sulla linea verde si pu� e si deve.

Il punto di forza del torneo di terza serie resta il fatto di giocare la domenica, salvo gli anticipi e i posticipi di rito numericamente esigui. In un calcio che per esigenze di business viene fatto correre a rotta di collo e non lascia ormai pi� spazio a riflessioni degne di questo nome, ci� significa avere una settimana di tempo per metabolizzare gli eventi trascorsi. E per prepararsi, con animo lieve, alle partite del turno successivo.

Ci� non toglie che la visibilit� mediatica della Prima Divisione vada ricercata ad ogni costo. Perch� il calcio, come qualsiasi altra attivit� imprenditoriale, ha bisogno vitale di investimenti e questi certo non arrivano se il prodotto resta misconosciuto. Per conquistarli i club della Lega Pro dovranno agire in modo concorde e condiviso, uscendo dalla logica penalizzante di quel provincialismo che ha fatto danni enormi nei lustri passati.

Il ruolo ineludibile della Lega di Firenze, e del suo presidente Macalli, dovr� perci� essere anche e soprattutto quello di riportare in auge una categoria che merita di essere messa in luce, in particolare ora che � destinata a fungere da serbatoio per le serie maggiori. I club renitenti rispetto alle nuove regole dovrebbero essere pesantemente puniti sotto il profilo economico. Ci� che li porterebbe, in ultima analisi, a pagare pegno anche per quanto riguarda i risultati sul campo.

E� con questo spirito che i tifosi e gli addetti ai lavori si dovrebbero incamminare verso la nuova stagione agonistica. Avendo cio� piena consapevolezza che la lentezza dei ritmi della terza serie ne rappresenta il punto di forza, e non di debolezza, in tempi in cui gli umani sono stati costretti a correre a rotta di collo verso il nulla che non conduce da nessuna parte.
Fonte: Calciopress.net

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