Era ora. Anche i media nazionali, attirati dal caso Pescara e dallo sciopero indetto dai giocatori del Venezia (due societ� di un certo blasone), cominciano a puntare i riflettori sulla negletta Lega Pro per scandagliarne la (gravissima) crisi finanziaria che potrebbe finire per travolgere tutto e tutti. Speriamo che l´attenzione resti alta e non si tratti di una rondine che, come si sa, non fa primavera.
Il Corriere della Sera pubblica oggi un pungente articolo in cui, innanzitutto, riconosce i grandi meriti della ex serie C come serbatoio della Nazionale. Alcuni nomi in ordine sparso: Chiellini, Grosso, Toni, Legrottaglie, Pepe, Quagliarella e Iaquinta. Tutti giocatori approdati in maglia azzurra partendo proprio da questa categoria. E suggerisce: il pianeta calcio non pu� non tener conto di quello che sta succedendo in Lega Pro.
Il quotidiano osserva come nella ex serie C sia ormai diventato prassi il ritardo trimestrale nel pagamento degli stipendi e come la maggioranza delle 90 societ� iscritte abbia finora liquidato solo le mensilit� di luglio e agosto. Con la differenza – rispetto alle categorie superiori – che la media degli emolumenti � bassa (essendo compresa tra i 1.500 e i 3.000 euro).
Il vento della crisi economica, prosegue il Corriere, non conosce pi� confini. Spazia dal Nord al Centro e arriva fino al Sud. Senza contare che, complice anche la congiuntura mondiale, sta per intercettare anche la serie B. Matarrese � riuscito a far accettare alla cadetteria l´offerta della A (80 milioni). Ma i costi sono ancora superiori alle entrate. E la Lega di Milano continua a essere troppo affollata.
Se guardiamo all�affollamento figuriamoci cosa potr� accadere in una Lega Pro, conclude il quotidiano, dove i 90 club iscritti rappresentano un´anomalia europea. La conclusione � che ci vorrebbe un´idea di ristrutturazione globale, ma nessuno � disposto a fare il primo passo. E cos� il calcio minore passer� dall´indigenza alla povert� vera.
Finalmente anche la stampa nazionale comincia ad accorgersi dell�aberrazione rappresentata da una Lega Pro a 90 squadre. E non esita a mettere il dito nella piaga. Il fatto � che la crisi morde. E morder� ancora pi� duro dopo Natale. Come abbiamo sottolineato, su Calciopress, in una lunga serie di articoli che hanno inondato il web.
Se la Lega Pro non cambia rotta, e non sfoltisce i ranghi, il destino � quello di affondare. Avviso ai naviganti. Presidente Macalli, si sbrighi a fare qualcosa prima di camminare sulle macerie della categoria che dirige. Presto, che � tardi.
fonte: calciopress.net
© 2008, CALCIOFOGGIA.IT. Tutti i diritti riservati.
È vietata la riproduzione, distribuzione, modifica, pubblicazione, trasmissione o qualsiasi altro utilizzo, totale o parziale, dei contenuti di questo sito senza previa autorizzazione scritta dell’editore.




